Con questo termine si intende il trattamento automatizzato di dati personali e del loro uso per valutare alcuni aspetti personali, ha spiegato Kurt Fluri (PLR/SO). Si tratta di un'operazione che consente di ottenere accurate analisi di potenziali clienti.
Con una votazione serrata, per 65 voti contro 57 e 65 astenuti, la Camera del popolo ha deciso di introdurre il principio di "profilazione ad alto rischio", che garantisce una maggiore protezione in caso di dati personali sensibili.
Ha invece bocciato - con 106 voti contro 82 - il compromesso elaborato dalla Camera dei cantoni. Questo prevedeva una protezione particolare contro alcuni di tipi "profiling" con elevati rischi per la personalità o i diritti fondamentali.
La riforma mira a proteggere meglio i cittadini e ad adeguare la legislazione svizzera agli standard europei. In generale, gli Stati avevano deciso di rafforzare diverse misure a tutela della sfera privata.
In particolare, i "senatori" avevano ritenuto che i dati riguardanti le attività dei sindacati dovrebbero essere oggetto di una tutela speciale. In questo modo, a loro avviso, si evitano discrepanze con la normativa europea. Il Nazionale si è allineato oggi tacitamente su questo punto alla Camera dei cantoni.
Il Nazionale ha seguito anche le proposte degli Stati in particolare riguardo ai casi in cui un responsabile può evitare di informare una persona sulla raccolta dati che la concerne se questo richiede oneri sproporzionati. La particolare situazione dei gruppi d'impresa è analogamente considerata.
La Camera del popolo ha anche tralasciato l'introduzione di un catalogo esaustivo delle informazioni che il responsabile del trattamento deve comunicare all'interessato quando questo esercita il suo diritto d'accesso.
In materia di solvibilità, ha però respinto la soluzione degli Stati, secondo cui i dati personali trattati non possono risalire ad oltre cinque anni. La Camera del popolo ha mantenuto l'idea che i dati non risalgano "a oltre dieci anni". Per contro, il Nazionale ha detto "sì" a una migliore protezione dei minorenni in materia.
Il dossier ritorna quindi alla Camera dei cantoni. Il Parlamento ha tempo fino al 20 maggio 2020 per adeguare la legislazione svizzera in materia di protezione dei dati agli standard europei legati a Schengen. Sul tema è già prevista una sessione speciale del Consiglio degli Stati il prossimo 4 maggio.