(ats) Gli Svizzeri non dovrebbero più essere penalizzati dai prezzi maggiorati fornitori stranieri. Sotto la pressione dell'iniziativa popolare "Stop all'isola dei prezzi elevati - per prezzi equi (Iniziativa per prezzi equi)", il Nazionale ha accettato con 161 contro 27 e 2 astenuti di entrare in materia sul controprogetto indiretto elaborato dal Consiglio federale.

"Come giustificare il fatto che un videogioco del prezzo di 29 dollari sia venduto da una piattaforma di distribuzione a 50 franchi svizzeri? Ciò è inaccettabile", ha deplorato Samuel Bendahan (PS/VD), per il quale importatori esclusivi approfittano del potere d'acquisto in Svizzera.

I prezzi maggiorati non penalizzano soltanto i consumatori. Il settore alberghiero, la ristorazione, l'agricoltura e l'industria sono pure toccati, ha rilevato Olivier Feller (PLR/VD) a nome della commissione. Stando a un recente studio, il sovraccosto per le imprese e i consumatori elvetici ammonterebbe ad oltre 15 miliardi di franchi annui.

Svizzeri sostengono iniziativa

Il testo, sostenuto da personalità di tutti i partiti politici, chiede quindi alla Confederazione di modificare la legge sui cartelli (LCart) per permettere alle aziende svizzere di acquistare all'estero senza passare da importatori e fornitori. La non discriminazione dovrebbe valere anche per il commercio online.

L'iniziativa popolare è sostenuta da parlamentari federali, tra cui il ticinese Fabio Regazzi (PPD/TI), e da associazioni in favore dei consumatori, ma anche da Gastrosuisse, Swissmechanic, Hotelleriesuisse.

Stando a un sondaggio gfs, il 68% della popolazione approva l'iniziativa, ha ricordato Benjamin Roduit (PPD/VS). Sarebbe una soluzione al turismo degli acquisti che rovina i cantoni frontalieri e farebbe abbassare i costi di produzione in Svizzera.

Ma diversi parlamentari hanno giudicato il testo eccessivo. "Non è per nulla sicuro che la riduzione dei prezzi si ripercuoterà sui consumatori", ha messo in guardia Thomas Burgherr (UDC/AG). "Tale progetto conduce al controllo della concorrenza", gli ha fatto eco Frédéric Borloz (PLR/VD).

Non nella costituzione

Secondo Beat Walti (PLR/ZH), occorrerebbe affrontare il problema alla radice, riducendo gli ostacoli al commercio. Se si vogliono prezzi bassi e una vera concorrenza, bisogna sostenere un mercato libero e ridurre l'IVA e i diritti di dogana, ha aggiunto Philippe Nantermod (PLR/VS).

Non occorre modificare la costituzione, hanno sostenuto vari parlamentari. Se l'iniziativa dovesse essere accolta, la Svizzera violerebbe taluni dei suoi obblighi internazionali, ha avvertito il consigliere federale Guy Parmelin.

Al voto, il Nazionale ha chiaramente optato per il controprogetto indiretto. Quest'ultimo, secondo il governo, soddisferebbe la richiesta principale dell'iniziativa, ossia agevolare le importazioni parallele rafforzando la libertà di approvvigionamento delle aziende elvetiche. Il progetto di revisione della legge sui cartelli è più moderato e flessibile, ha aggiunto Parmelin.

Il dibattito prosegue con l'esame dettagliato della revisione della legge.