Attualmente il diritto penale prevede l'imprescrittibilità per il genocidio, i crimini contro l'umanità, i crimini di guerra e gli atti terroristici qualificati, nonché i reati sessuali o pedopornografici commessi su bambini. Gli atti suscettibili di essere puniti con la prigione a vita vengono tuttavia prescritti dopo 30 anni.
Il canton San Gallo vuole abolire la prescrizione per chi ha commesso un reato grave. Ciò concernerebbe l'assassinio. "Il tempo non guarisce tutte le ferite in questi casi", ha sottolineato Daniel Jositsch (PS/ZH).
A suo parere, quattordici casi di assassini commessi su bambini non sono stati risolti e sono prescritti. Gli autori non hanno potuto essere acciuffati. Ma se possono essere identificati, si dovrebbe poter dire che non c'è prescrizione.
I termini attuali potrebbero impedire la risoluzione di taluni casi. I progressi delle analisi del DNA consentono agli inquirenti di trovare le prove della colpevolezza di un sospetto molti anni dopo i crimini, secondo l'iniziativa cantonale.
Ordine giuridico
La prescrizione è essenziale nell'ordine giuridico, ha spiegato il "senatore" Carlo Sommaruga (PS/GE) a nome della commissione. Occorre agire con molta prudenza in questo ambito. Inoltre, una persona può cambiare e reinserirsi nella società. Il perdono attraverso la prescrizione permette di chiudere un capitolo.
Il Consiglio degli Stati ha già affrontato la questione adottando nel 2018 un postulato che incarica il Consiglio federale di riesaminare il sistema affinché reati particolarmente gravi siano trattati in maniera adeguata. Anche il Nazionale ha adottato un progetto nello stesso senso nel giugno 2019.