(ats) Consiglio nazionale e degli Stati continuano ad avere opinioni diverse in merito al controprogetto da affiancare all'iniziativa popolare "per imprese responsabili". Con 98 voti contro 92 voti e 7 astensioni, oggi la Camera del popolo ha deciso di mantenere la sua controproposta bocciando quella elaborata dai "senatori".

Tentando di convincere il plenum ad adottare la soluzione della Camera dei cantoni, Philipp Bregy (PPD/VS) ha sostenuto che l'unica controproposta possibile è quella degli Stati. "I senatori inizialmente non volevano alcun controprogetto, è quindi illusorio pensare che possano un giorno allinearsi a quello del Nazionale", ha aggiunto.

È solo riprendendo le preoccupazione degli iniziativisti che si può elaborare un controprogetto credibile, ha replicato Ursula Schneider Schüttel (PS/FR). Abbiamo lavorato due anni per elaborare questo dossier con l'obiettivo di permettere ai promotori dell'iniziativa di ritirare la loro proposta di modifica costituzionale, ha aggiunto con successo la relatrice commissionale Laurence Fehlmann Rielle (PS/GE) secondo cui non è insomma il momento di abbassare le braccia. Con 100 voti contro 70 e 26 astenuti, la Camera del popolo ha poi anche bocciato una proposta democentrista che voleva rinunciare a ogni controprogetto.

Cosa chiedono iniziativa e controprogetto?

Con l'iniziativa, la cui raccomandazione di voto negativa è già stata approvata da entrambe le Camere, si chiede che le imprese che hanno la loro sede in Svizzera debbano rispettare anche all'estero i diritti umani riconosciuti e le norme ambientali internazionali. Le imprese potranno inoltre essere chiamate a rispondere anche per gli atti delle aziende che controllano economicamente senza parteciparvi sul piano operativo.

Il controprogetto del Nazionale concerne invece solo le società più grandi (fatturato di oltre 80 milioni, utile di almeno 40 milioni e 500 dipendenti; devono essere soddisfatti almeno due di questi tre criteri) e limiterebbe la loro responsabilità civile alle loro filiali controllate direttamente. La proposta contiene anche una procedura di conciliazione obbligatoria tra le parti prima dell'avvio di una procedura penale.

I "senatori" preferiscono quindi sostenere il controprogetto elaborato dal governo che si limita a chiedere alle multinazionali di riferire ogni anno sulla loro politica in materia di diritti umani e che contempla anche doveri di "diligenza" in materia di lavoro minorile ed estrazione di materie prime.