(ats) Le commissioni di politica estera delle Camere federali sono già adeguatamente informate sui negoziati riguardanti gli accordi di libero scambio della Svizzera o dell'AELS con i Paesi terzi. Ne è convinto il Consiglio degli Stati che oggi, per 29 voti a 15, ha respinto una mozione del Nazionale.

L'atto parlamentare, inoltrato da Sibel Arslan (Verdi/BS), si poneva come obiettivo una maggiore trasparenza dei negoziati. Gli accordi di libero scambio comportano infatti anche dei rischi sia per la popolazione svizzera, ad esempio quando la protezione dei consumatori è compromessa dall'importazione di prodotti di dubbia provenienza, sia per le popolazioni degli Stati partner, soprattutto nel caso dei Paesi in via di sviluppo o emergenti.

Il testo chiedeva al Consiglio federale di informare i membri delle commissioni competenti in merito alle trattative in corso e ai mandati di negoziazione. "Ma una tale disposizione non porterebbe ad alcun miglioramento della prassi attuale", ha spiegato a nome della commissione Damian Müller (PLR/LU). Le basi in materia esistono già.

Il Consiglio federale è pronto a comunicare di più, ha aggiunto dal canto suo il ministro dell'economia Guy Parmelin. Il dialogo con il Parlamento su questi temi sarà intensificato il più possibile e senza indebolire la posizione negoziale della Svizzera, ha promesso il consigliere federale vodese dell'UDC.

"Rifiutare la mozione potrebbe essere però visto come una contraddizione con la volontà del Parlamento di essere più coinvolto", gli ha fatto notare Lisa Mazzone (Verdi/GE). Il dialogo contribuisce a ridurre l'incertezza, come è avvenuto nelle discussioni sul Mercosur o sull'Indonesia, ha aggiunto la "senatrice" ecologista, senza tuttavia riuscire a convincere il plenum che, al voto, ha bocciato la mozione.