Oggi a nulla sono valse le obiezioni della sinistra e del governo, espresse per bocca del cancelliere della Confederazione Walter Thurnherr, secondo i quali la proposta viola il principio della separazione dei poteri: la Costituzione federale stabilisce che il Consiglio federale è competente per la promulgazione senza restrizioni di ordinanze d'esecuzione, ha sostenuto Nadine Masshardt (PS/BE).
Ma al voto la sua proposta di non entrare nel merito sulla revisione della Legge sul Parlamento, che concretizza una iniziativa parlamentare del consigliere nazionale Thomas Aeschi (UDC/ZG), è stata bocciata, seppur in maniera meno netta rispetto alla prima lettura.
Il Parlamento dispone già di un'ampia gamma di strumenti (mozione, iniziativa parlamentare e diritti di consultazione) per poter influire sull'emanazione delle ordinanze, ha sottolineato invano Masshardt. Il cancelliere Thurnherr ha poi espresso la preoccupazione di vedere il processo legislativo rallentato, per non dire bloccato.
Per la maggioranza tali timori sono invece infondati essendo stati inseriti dei paletti: occorrerà infatti almeno un terzo dei membri di un Consiglio per giustificare una domanda di veto contro le ordinanze. Sono inoltre stati fissati termini brevi per il decorso della procedura. Altro ostacolo: soltanto le domande sostenute dalla maggioranza di una commissione sarebbero trasmesse alla Camera.
L'oggetto come detto torna al Consiglio degli Stati.