Stando al vicepresidente della Commissione dei trasporti Hans Wicki (PLR/NW), anche accogliendo la mozione la Svizzera rimarrebbe più restrittiva della maggior parte dei Paesi vicini.
Wicki ha tirato in ballo anche il turismo per perorare la causa della mozione: i vacanzieri non riuscirebbero a capire, secondo il "senatore" nidvaldese, perché mai bambini e giovani non possano guidare liberamente le biciclette elettriche in Svizzera.
Nel suo intervento, l'autore della mozione Martin Schmid (PPD/GR) ha fatto riferimento alla crescente diffusione delle biciclette elettriche. "Questi prodotti sono un'alternativa all'auto, soprattutto in città". Il "senatore" non crede nemmeno che i giovani in sella a bici elettriche causino più incidenti degli adulti. A suo avviso, i giovani dovrebbero avere la possibilità di andare a scuola con questo mezzo.
Oggi i giovani sono autorizzati a guidare le e-bike con assistenza a pedali solo fino a 25 chilometri all'ora a partire dai 14 anni e solo se in possesso della patente per ciclomotori. Senza tale documento, la guida di questa categoria di e-bike è consentita solo a partire dai 16 anni.
Il Consiglio federale proponeva di respingere la mozione Schmid. "Il fatto che gli incidenti che coinvolgono le biciclette elettriche siano in aumento è una realtà", ha affermato la consigliera federale Simonetta Sommaruga.
Anche le biciclette elettriche "lente" sono più veloci delle biciclette tradizionali. Sono inoltre più pesanti e registrano uno spazio di frenata e un comportamento in curva diverso, ha messo in guardia la ministra dei trasporti nonché presidente della Confederazione.