Si tratta di alcune decisione adottate stamane dalla Camera dei Cantoni, che ha trattato tutta una serie di interventi parlamentari - postulati e mozioni - sul caso AutoPostale. Lo scandalo è scoppiato nel febbraio 2018 con la rivelazione di irregolarità contabili rese note dall'Ufficio federale dei trasporti. La filiale della Posta aveva manipolato i conti per ottenere indennità non dovute dal 2007 al 2015.
Da allora AutoPostale ha già rimborsato alla Confederazione, ai Cantoni e ai Comuni circa 205 milioni di franchi ottenuti indebitamente. La vicenda è costata il posto a vari manager, tra cui la direttrice generale (CEO) della Posta, Susanne Ruoff.
In seguito alla sua ispezione, la Commissione della gestione del Consiglio degli Stati ha preteso una serie di miglioramenti. Mettendo in rilievo soprattutto una sorveglianza lacunosa, aveva constatato che il Consiglio federale non si era spinto abbastanza lontano nelle misure adottate nel frattempo, un giudizio respinto dal governo.
Fare luce
Di fronte a questi risultati, la commissione ha presentato sei postulati e una mozione. Molte questioni devono ancora essere chiarite, ha detto a nome della commissione Maya Graf (Verdi/BL).
Il Consiglio degli Stati ha tuttavia respinto (34 voti a 16) la proposta di rafforzare la vigilanza del Consiglio federale sulle imprese di proprietà della Confederazione. Il governo avrebbe dovuto istituire una delegazione permanente dedicata alla direzione strategica e alla supervisione di queste entità. Le autorità devono esercitare più attivamente il loro ruolo di vigilanza strategica, ha sottolineato Marco Chiesa (UDC/TI), dichiarando che ciò è venuto a mancare nel caso AutoPostale.
Per la consigliera federale Simonetta Sommaruga non è necessaria una delegazione aggiuntiva. Il Consiglio federale dispone già delle strutture necessarie per reagire a tali situazioni. In particolare, può istituire una delegazione di vigilanza ad hoc, ha precisato la "ministra" dei trasporti.
Inchiesta già eseguita
Il Consiglio degli Stati ha inoltre respinto un postulato che chiedeva un'indagine esterna sulla sorveglianza di AutoPostale da parte dell'Ufficio federale dei trasporti (UFT) tra il 2007 e il 2015. Secondo Chiesa, non è stata ancora effettuata alcuna indagine del genere.
Un'affermazione contraddetta da Sommaruga, secondo cui l'UFT ha già effettuato queste indagini e adattato il suo sistema di sorveglianza. I "senatori" hanno anche rigettato un postulato che chiarisse gli aiuti finanziari concessi alle filiali estere di società vicine alla Confederazione.
Rapporto in vista
Il Consiglio degli Stati ha invece accettato altri quattro postulati, tutti sostenuti dall'esecutivo. Il governo dovrà quindi presentare un rapporto su questa vicenda. Il documento dovrà includere una valutazione globale del caso, gli insegnamenti generali tratti, le conseguenze finanziarie per la Confederazione e gli elementi specifici del procedimento penale amministrativo che daranno luogo a misure supplementari.
Il Consiglio federale dovrà inoltre esaminare la ripartizione delle competenze riguardanti la vigilanza nel settore del trasporto regionale di persone. Per quanto riguarda il loro controllo, le imprese vicine alla Confederazione dovranno essere riconosciute come società di interesse pubblico.