(ats) La legge federale sulla navigazione aerea va modifica affinché il settore, in difficoltà a causa del coronavirus, possa ricevere un sostegno finanziario da parte della Confederazione. Il testo così rivisto, sul quale dovrà ancora pronunciarsi il Nazionale, è valido fino al 31 dicembre 2025.

Lo ha deciso oggi il Consiglio degli Stati (39 voti a favore, nessun contrario e 2 astenuti), respingendo due proposte dei Verdi che chiedevano il rispetto di determinati obblighi ambientali per quelle imprese che potrebbero ricevere un sostegno finanziario. Se la revisione, dichiarata urgente, verrà approvata mercoledì in votazione finale, entrerebbe in vigore immediatamente. Contro la legge sarà possibile lanciare un referendum (dall'inizio di giugno).

Sull'ammontare del credito d'impegno di quasi 1,9 miliardi di franchi chiesto dal Consiglio federale, i "senatori" si pronunceranno domani.

Per quanto attiene alle richieste di condizioni ambientali più severe, una prima richiesta di Lisa Mazzone (Verdi/GE) voleva condizionare eventuali prestiti o sovvenzioni alla rinuncia da parte dei vettori di collegare due aeroporti nazionali in Svizzera quando è a disposizione un collegamento ferroviario di meno di tre ore. Il plenum ha respinto la proposte per 28 voti a 13 a 4 astensioni.

Nulla da fare (31 a 7 e 7 astenuti) anche per la proposta di Mathias Zopfi (Verdi/GL), con cui il "senatore" vuole che il sostegno versato vada restituito se il numero di movimenti aerei corrisponde al massimo all'80% del livello esistente prima del versamento del sostegno.

Nel suo intervento, la ministra dei trasporti Simonetta Sommaruga ha criticato le due proposte facendo notare che per un divieto dei voli interni bisognerebbe dapprima consultare anche i cantoni interessati. Si tratta di una richiesta che necessiterebbe perlomeno di una consultazione, fuori luogo in questo momento come questo dove siete chiamati a decidere in procedura d'urgenza. Oltre a ciò, ha ricordato la consigliera federale socialista, il Parlamento ha già deciso di introdurre una tassa sui biglietti nella legge sul CO2 (in discussione in Parlamento, n.d.r) aerei per favorire una diminuzione delle emissioni di gas serra.

La maggioranza del plenum si è detta soddisfatta che il Consiglio federale si adopererà affinché gli aiuti promessi restino in Svizzera. I mezzi garantiti dalla Confederazione devono infatti fluire solo verso infrastrutture elvetiche (quindi che non vengano dirottati verso le società madri all'estero, come Lufthansa nel caso di Swiss o Edelweiss) e che i fondi generati in futuro vengano utilizzati principalmente per rimborsare gli aiuti ricevuti per far fronte a problemi di liquidità.

Il Consiglio federale ha richiesto al parlamento crediti d'impegno per un totale di 1,875 miliardi: 1,275 miliardi per garantire prestiti alle compagnie aeree svizzere e 600 milioni per sostenere le aziende del settore aeronautico attive negli aeroporti nazionali.

La presidente della Confederazione ha ribadito ancora l'importanza dell'aviazione per la piazza economica elvetica. Berna non intende però finanziare direttamente le compagnie aeree, ma fornire garanzie al settore, ciò che dovrebbe facilitargli l'ottenimento di prestiti da parte delle banche. L'ente pubblico interverrà solo in via sussidiaria.