(ats) I gestori di ristoranti e altre strutture in difficoltà col pagamento dell'affitto a causa della chiusura dei loro esercizi ordinata dal Consiglio federale a causa del coronavirus, devono pazientare: una soluzione ai loro problemi potrebbe essere adottata solo in giugno, durante la sessione estiva, dal momento che durante questa sessione straordinaria le Camere federali non hanno raggiunto un accordo.

Pomo della discordia è una mozione adottata dal Nazionale volta a fare in modo che l'affitto dovuto vada limitato al 30% per tutta la durata della serrata. La mozione domanda inoltre al governo di esaminare l'opportunità di creare un fondo, dotato di 20 milioni di franchi, per i casi difficili riguardanti i locatori.

Intenzionato a respingere la mozione, come chiesto tra l'altro dal ministro dell'economia Guy Parmelin, il Consiglio degli Stati ha preferito oggi modificare all'ultimo momento l'atto parlamentare, rinviando la sua trattazione a giugno, nonostante il tentativo dei Verdi di affrontarla ancora oggi inserendolo nell'agenda dei lavori del Nazionale. La mozione d'ordine di Balthasar Glättli (Verdi/ZH) è stata respinta per 104 voti a 79 e 3 astenuti.

Secondo il campo rosso-verde, le persone interessate aspettano dal parlamento una soluzione a questo problema spinoso, problema che la destra e Parmelin vorrebbero invece lasciare in mano ai privati. Come spiegato dal ministro dell'economia alla Camera del popolo e dei cantoni, l'argomento è complesso e il diritto di locazione suscita litigiosità a non finire. Insomma, meglio stare lontani da un simile ginepraio.

Alla fine però gli Stati, determinati a bocciare la mozione del Nazionale, hanno ceduto, proponendo una propria versione dell'atto parlamentare (23 voti a 19) sul quale costruire, se possibile, un consenso che accontenti tutti. Le imprese e i lavoratori autonomi di tutti i settori, il cui affitto non supera gli 8'000 franchi mensili, dovrebbero beneficiare di una riduzione di 5'000 franchi per due mesi. Le spese accessorie andrebbero pagate.

Per poter beneficiare di questa riduzione, i gestori devono essere stati costretti a chiudere o a ridurre la loro attività a causa delle misure sanitarie ordinate dal Consiglio federale. I "senatori" hanno anche mantenuto l'idea di un fondo per i casi di rigore.

In aula, a nome della commissione preparatoria, il consigliere gli Stati Christian Levrat (PS/FR) ha sostenuto che questa proposta eviterà un'ondata di fallimenti e di denunce. Al momento, proprietari e inquilini devono raggiungere un accordo amichevole. Bisogna fare affidamento in ultima analisi sulla buona volontà dei proprietari o sull'intervento dei cantoni, alcuni dei quali hanno già adottato provvedimenti in questo settore. Senza una soluzione unica e valida per tutti, però, dovranno decidere i tribunali.

Anche questa soluzione non è stata sufficiente per spazzare le perplessità della destra e dello stesso Parmelin. Per Hannes Germann (UDC/SH), la mozione così modificata rappresenta pur sempre un'intromissione inaccettabile nei rapporti di diritto privato. Un punto di vista condiviso da Parmelin. La misura è inoltre in contrasto con la strategia del Governo di sostenere l'economia attraverso i crediti Covid-19, ha aggiunto il consigliere federale.

Per Germann vi è anche il pericolo di creare disuguaglianze. La soluzione prevista è iniqua poiché tocca allo stesso modo il piccolo proprietario e la grande catena commerciale. Inoltre, a pagare lo scotto è il proprietario, mentre l'inquilino se la cava a buon mercato.

Nonostante l'opposizione della destra, la mozione è tuttavia stata accolta dai "senatori". Ora dovrà essere trattata dal Nazionale nella nuova formulazione. La Camera del popolo potrà accoglierla così com'è o respingerla; non è infatti possibile apportare ulteriori modifiche. Tuttavia, il testo non sarà preso in considerazione fino alla sessione estiva.