Pomo della discordia è una mozione adottata dal Nazionale volta a fare in modo che l'affitto dovuto vada limitato al 30% per tutta la durata della serrata. La mozione domanda inoltre al governo di esaminare l'opportunità di creare un fondo, dotato di 20 milioni di franchi, per i casi difficili riguardanti i locatori.
Intenzionato a respingere la mozione, come chiesto tra l'altro dal ministro dell'economia Guy Parmelin, il Consiglio degli Stati ha preferito oggi modificare all'ultimo momento l'atto parlamentare, rinviando la sua trattazione a giugno, nonostante il tentativo dei Verdi di affrontarla ancora oggi inserendolo nell'agenda dei lavori del Nazionale. La mozione d'ordine di Balthasar Glättli (Verdi/ZH) è stata respinta per 104 voti a 79 e 3 astenuti.
Secondo il campo rosso-verde, le persone interessate aspettano dal parlamento una soluzione a questo problema spinoso, problema che la destra e Parmelin vorrebbero invece lasciare in mano ai privati. Come spiegato dal ministro dell'economia alla Camera del popolo e dei cantoni, l'argomento è complesso e il diritto di locazione suscita litigiosità a non finire. Insomma, meglio stare lontani da un simile ginepraio.
Alla fine però gli Stati, determinati a bocciare la mozione del Nazionale, hanno ceduto, proponendo una propria versione dell'atto parlamentare (23 voti a 19) sul quale costruire, se possibile, un consenso che accontenti tutti. Le imprese e i lavoratori autonomi di tutti i settori, il cui affitto non supera gli 8'000 franchi mensili, dovrebbero beneficiare di una riduzione di 5'000 franchi per due mesi. Le spese accessorie andrebbero pagate.
Per poter beneficiare di questa riduzione, i gestori devono essere stati costretti a chiudere o a ridurre la loro attività a causa delle misure sanitarie ordinate dal Consiglio federale. I "senatori" hanno anche mantenuto l'idea di un fondo per i casi di rigore.
In aula, a nome della commissione preparatoria, il consigliere gli Stati Christian Levrat (PS/FR) ha sostenuto che questa proposta eviterà un'ondata di fallimenti e di denunce. Al momento, proprietari e inquilini devono raggiungere un accordo amichevole. Bisogna fare affidamento in ultima analisi sulla buona volontà dei proprietari o sull'intervento dei cantoni, alcuni dei quali hanno già adottato provvedimenti in questo settore. Senza una soluzione unica e valida per tutti, però, dovranno decidere i tribunali.
Anche questa soluzione non è stata sufficiente per spazzare le perplessità della destra e dello stesso Parmelin. Per Hannes Germann (UDC/SH), la mozione così modificata rappresenta pur sempre un'intromissione inaccettabile nei rapporti di diritto privato. Un punto di vista condiviso da Parmelin. La misura è inoltre in contrasto con la strategia del Governo di sostenere l'economia attraverso i crediti Covid-19, ha aggiunto il consigliere federale.
Per Germann vi è anche il pericolo di creare disuguaglianze. La soluzione prevista è iniqua poiché tocca allo stesso modo il piccolo proprietario e la grande catena commerciale. Inoltre, a pagare lo scotto è il proprietario, mentre l'inquilino se la cava a buon mercato.
Nonostante l'opposizione della destra, la mozione è tuttavia stata accolta dai "senatori". Ora dovrà essere trattata dal Nazionale nella nuova formulazione. La Camera del popolo potrà accoglierla così com'è o respingerla; non è infatti possibile apportare ulteriori modifiche. Tuttavia, il testo non sarà preso in considerazione fino alla sessione estiva.