(ats) Garantire al Fondo monetario internazionale (FMI) disponibilità finanziarie tali da poter fronteggiare eventuali crisi. È l'obiettivo della riforma dei Nuovi accordi di credito (NAC) dell'organizzazione, ratificati oggi dal Consiglio nazionale con 149 voti contro 13 e 25 astenuti.

I Nac sono la rete di sicurezza finanziaria del FMI in caso di crisi che potrebbe minacciare il sistema monetario e finanziario internazionale. Attraverso questo strumento, i 40 Stati contraenti o le loro banche centrali mettono a disposizione del FMI la valuta necessaria a finanziare le misure di sostegno se non bastassero le risorse ordinarie del fondo.

La riforma, voluta nel 2019 dagli Stati membri del FMI, prevede un raddoppio delle risorse, che passerebbero dagli attuali 250 a 500 miliardi di franchi. Raddoppierebbe anche il contributo massimo della Banca nazionale svizzera (BNS), che passerà dagli attuali 7,40 miliardi di franchi a circa 15.

L'entità della partecipazione riflette la rilevanza sistemica della piazza finanziaria svizzera e rafforza l'impegno a fornire un contributo determinante alla stabilità del sistema monetario e finanziario internazionale. Eric Nussbaumer (PS/BL), a nome della commissione, ha sottolineato in particolare l'importanza dei nuovi accordi di credito alla luce delle ripercussioni economiche e sociali della pandemia del coronavirus.

La Svizzera e la sua piazza finanziaria hanno tutto l'interesse a partecipare ai Nuovi accordi di credito, ha aggiunto l'altro relatore commissionale Laurent Wehrli (PLR/VD). I NAC - ha aggiunto - si inseriscono inoltre negli obiettivi ONU per uno sviluppo sostenibile.

L'oggetto passa ora al Consiglio degli Stati.