(ats) La Legge sulla sicurezza delle informazioni è necessaria per arginare i cyber-rischi. Lo ritiene il maggioranza del Consiglio nazionale che ha approvato oggi la nuova legislazione. Nel marzo del 2018 in prima lettura, ossia prima delle elezioni federali dello scorso autunno che ne hanno modificato gli equilibri, la Camera ne aveva invece bocciato l'entrata in materia.

Recenti attacchi contro i sistemi informatici della Confederazione hanno dimostrato che la protezione dei dati presenta lacune, principalmente a causa di basi giuridiche obsolete, ha sostenuto Priska Seiler Graf (PS/ZH). Attualmente le basi legali relative alla sicurezza dell'informazione sono infatti disseminate in una moltitudine di atti. Le diverse prescrizioni sono organizzate per settore d'attività e non sono armonizzate tra di loro.

Per far fronte alle sfide attuali occorre quindi modernizzare l'arsenale legislativo a disposizione raggruppando tutte le norme in una sola legge. Le nuove disposizioni dovranno poi applicarsi all'insieme delle autorità e organizzazioni della Confederazione in modo da raggiungere un livello di sicurezza il più omogeneo possibile, ha detto Ida Glanzmann-Hunkeler (PPD/LU).

La legge disciplina in particolare la gestione dei rischi, la classificazione delle informazioni, la sicurezza dei mezzi informatici, le misure applicabili al personale e la protezione fisica delle informazioni e delle risorse informatiche.

Il testo si rivolge in primo luogo alle autorità federali (Parlamento, Tribunali federali, Amministrazione federale e Banca nazionale). Interessa i privati e l'economia solo quando svolgono un'attività sensibile su mandato della Confederazione.

Contrariamente al Consiglio degli Stati, il Nazionale non vuole però un impiego sistematico del numero AVS. Il suo utilizzo è necessario per identificare le persone chiaramente e senza ambiguità, ha affermato la consigliera federale Viola Amherd. Vero, ma bisogna impiegarlo unicamente quando è necessario, ha sostenuto Balthasar Glättli (Verdi/ZH).

Unica contraria alla nuova legge, l'UDC l'ha definita inutile poiché comporta alcun plusvalore rispetto alla situazione attuale. David Zuberbühler (UDC/AR) non ha esitato a definirla "un mostro burocratico". "Non sarà la sicurezza ad aumentare, bensì i costi", ha aggiunto.

Il dossier torna al Consiglio degli Stati.