(ats) Le restrizioni all'esportazione di beni destinati alla sorveglianza di Internet e delle comunicazioni mobili devono essere iscritte nella legge sui beni a duplice impiego. È il parere del Consiglio degli Stati che all'unanimità ha adottato oggi un progetto governativo in tal senso. Il dossier è pronto per le votazioni finali.

Attualmente, l'esportazione e l'intermediazione di simili beni è soggetta a un'ordinanza della durata di quattro anni. In alcuni casi non viene concessa alcuna autorizzazione se vi è motivo di ritenere che il destinatario finale utilizzerà simili dispositivi - per esempio software spia - come mezzo di repressione.

Attualmente è in vigore un'ordinanza la cui validità è limitata. Il governo, ritenendo tale norma risalente al 2015 efficace, è dell'opinione che essa vada trasposta nel diritto ordinario. Nell'attesa che ciò accada, il Consiglio federale ha provveduto nell'aprile 2019 a prolungare la validità dell'ordinanza fino al 2023.