Il cambiamento climatico è uno dei problemi più gravi per l'umanità, ha spiegato il relatore commissionale Roger Nordmann (PS/VD). "Se il riscaldamento globale continua secondo la tendenza attuale, le conseguenze sugli ecosistemi e, di conseguenza, sulle condizioni di esistenza degli esseri umani, saranno enormi". I rapidi cambiamenti del clima modificheranno profondamente anche la Svizzera: si può pensare ad esempio all'agricoltura, al turismo alpino, ai boschi e alle ondate di canicola in città, ha sostenuto il vodese.
La Svizzera avrà tutto da guadagnare a uscire dalla dipendenza del petrolio, rafforzandosi non da ultimo da un punto di vista dell'indipendenza energetica, ha aggiunto Beat Jans (PS/BS). "Chi vive in una casa ben isolata ha minori costi accessori, chi guida un'auto elettrica risparmia carburante e manutenzione", ha precisato, riconoscendo che ci sarà comunque un certo costo iniziale. "I 5-13 miliardi di franchi che ogni anno trasferiamo all'estero per l'acquisto di petrolio potrebbero essere molto utili qui in Svizzera", ha sostenuto il basilese.
Per Nicolo Paganini (PPD/SG) non si deve pensare "di rinunciare al nostro contributo alla soluzione del problema, nell'attesa e anche nella speranza che altri Paesi, soprattutto quelli più grandi e più rilevanti dal punto di vista climatico, risolvano il problema per noi". Un simile atteggiamento è inaccettabile per la Svizzera in quanto Stato altamente sviluppato con una grande impronta ecologica pro capite, ha sostenuto il sangallese.
L'udc, unico contrario all'entrata in materia, non ha negato l'esistenza del cambiamento climatico e il fatto che le emissioni di gas serra generate dalle attività umane vi contribuiscono. Le emissioni causate dalla Svizzera, ha però ricordato Pierre-André Page (UDC/FR), rappresentano appena lo 0,1% di quelle globali.
Una politica climatica degna di questo nome può dare frutti solo se tutti i Paesi, in particolare i maggiori inquinatori, partecipano alla lotta. Orbene, gli Stati Uniti e i suoi 5 miliardi di tonnellate di CO2 hanno annunciato il loro ritiro dagli Accordi di Parigi. Insomma, la Svizzera non può influenzare da sola il clima globale, può al massimo contribuire al suo miglioramento e lo sta già facendo, ha sostenuto Page invitando, senza successo, il plenum a bocciare l'entrata in materia.
Il dibattito prosegue con le deliberazioni di dettaglio. I deputati devono in particolare esprimersi sugli obiettivi di riduzione delle emissioni, i requisiti per i veicoli, la tassa sui biglietti aerei (tra 30 e 120 franchi) e il Fondo per il clima. Quest'ultimo, che dovrà anche finanziare misure di riduzioni a lungo termine delle emissioni di CO2 degli immobili, dovrà in particolare tenere in considerazione le regioni periferiche di montagna.