L'applicazione SwissCovid, attualmente in fase di test, permetterà di avvertire gli utenti che sono stati in contatto con persone risultate poi positive al Covid-19. L'impiego dell'app, che non utilizza né dati personali né informazioni sulla posizione, è facoltativo. I dati registrati saranno cancellati dopo 21 giorni, ha ricordato il relatore commissionale Paul Rechsteiner (PS/SG).
I dati saranno trattati, per quanto possibile, su componenti decentralizzate. Per il funzionamento dell'app è però necessario ricorrere a servizi esterni, come la tecnologia bluetooth di Google e Apple. L'Incaricato federale della protezione dei dati ha comunque dato il suo benestare.
L'installazione dell'applicazione sarà facoltativa, e non si potrà discriminare chi non la vuole usare, aveva spiegato la scorsa settimana il consigliere federale Alain Berset nei dibattiti nelle due Camere. Chiunque intenzionalmente rifiuti a una persona, per la sua non partecipazione al sistema, un servizio da lui offerto e destinato al pubblico (come ad esempio l'accesso a un ristorante) sarà infatti punito con una multa. I datori di lavoro non possono inoltre impedire - né obbligare - i propri collaboratori ad installare l'app.
Chi riceve una segnalazione di esposizione al virus dall'app è invitato a informare il proprio medico. Qualora questi dovesse ordinare la quarantena, si avrà diritto alle indennità di perdita di guadagno (IPG), analogamente a chi è stato testato positivamente, aveva spiegato Berset. Chi riceve una segnalazione dalla propria applicazione SwissCovid potrà farsi testare gratuitamente presentando il messaggio ricevuto sul telefonino.
La revisione della Legge sulle epidemie consente anche al Consiglio federale di concludere accordi per collegare l'app svizzera con i sistemi esteri corrispondenti. La modifica legislativa ha effetto sino al 30 giugno 2022 dopodiché tutte le modifiche decadono.
L'oggetto torna ora al Consiglio nazionale, che dovrà approvare a sua volta la clausola d'urgenza.