(ats) "Sì" a un nuovo programma di ricerca energetica, denominato SWEET, ma avrà una durata di otto anni anziché dodici come inizialmente previsto. Lo ha deciso oggi - con 145 voti contro 44 e 1 astenuti - il Consiglio nazionale. Il relativo credito d'impegno chiesto ammonta a 136,4 milioni di franchi come nel progetto governativo. Il dossier passa ora agli Stati.

"La maggioranza della commissione preparatoria ha ridotto da dodici a otto anni la durata del programma, attribuendole la stessa somma inizialmente prevista per quattro anni di più", ha spiegato Isabelle Chevalley (PVL/VD) a nome della commissione. Una minoranza guidata da André Page (UDC/FR) avrebbe voluto mantenere l'arco di tempo previsto dal Governo, ma al voto l'ha spuntata la maggioranza commissionale per 104 a 85 e 1 astenuto.

Il messaggio concernente lo SWEET (Swiss Energy Research for the Energy Transition) era stato licenziato in febbraio dal Consiglio federale. Con questo progetto, l'esecutivo intende assicurare una successione senza interruzioni agli Swiss Competence Centers in Energy Research (SCCER), sostenuti tra il 2013 e la fine del 2020.

Nell'ambito del programma verranno finanziati solo i progetti consorziali oggetto di bandi di concorso che trattano sei temi di ricerca centrali per la Strategia energetica 2050. Questi sono efficienza energetica e contestualmente eliminazione delle emissioni di gas serra, energie rinnovabili, stoccaggio, reti, ricerca non tecnica (socioeconomica o sociopsicologica) e sicurezza delle infrastrutture energetiche critiche.

Negli otto anni (dal 2021 al 2028), SWEET, che è diretto dall'Ufficio federale dell'energia (UFE), pubblicherà bandi di gara periodici per i progetti che avranno una durata media di sette anni. Dei 136,4 milioni di credito, il Governo ne ha già sbloccati 94,9. La liberazione della restante tranche - 41,5 - verrà chiesta al più tardi a fine giugno 2024. Addizionandovi le spese per personale ed esecuzione, stimate in 11,9 milioni, si raggiunge il totale di 148,3 milioni.

Possono candidarsi ai concorsi ad esempio scuole universitarie, istituti di ricerca senza scopo di lucro, fondazioni private e del settore pubblico (comuni, città, imprese parastatali). Le domande saranno valutate da comitati formati da esperti del settore di ricerca interessato, come pure da rappresentanti dell'Amministrazione federale.