(ats) Cento milioni di franchi supplementari per l'aiuto umanitario per il 2020 per far fronte alle conseguenze negativa della pandemia di coronavirus. Dopo il Consiglio nazionale a inizio maggio, oggi il Consiglio degli Stati ha accolto - con 25 voti a 12 - una mozione in tal senso, nonostante l'opposizione dell'UDC.

Secondo i sostenitori della mozione, a causa della pandemia la situazione sul fronte umanitario si è fatta più tesa e più precaria la situazione nei campi profughi. L'aiuto umanitario diventerà sempre più importante a causa delle ripercussioni dell'epidemia di Covid-19. Occorre quindi aumentare le sue risorse.

Tale aiuto supplementare risponde agli appelli delle organizzazioni internazionali, quali l'ONU, il CICR o la Federazione internazionale delle Società della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa, ha dichiarato Carlo Sommaruga (PS/GE) a nome della commissione.

Il Consiglio federale ha già risposto all'appello. Stando al capo del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), Ignazio Cassis, la il Consiglio federale stanzierà complessivi 400 milioni di franchi per mitigare le conseguenze della pandemia nei Paesi in via di sviluppo, o coinvolti in conflitti e catastrofi. In queste zone la situazione, già precaria, è destinata ad aggravarsi.

"Il virus non conosce frontiere", ha ripetuto oggi in aula il ministro ticinese, aggiungendo che la Svizzera deve mostrarsi solidale con i Paesi più poveri.

Il Governo ha previsto una somma di 400 milioni di franchi così ripartiti: un prestito senza interessi di 200 milioni da destinare al Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR) e rimborsabile entro sette anni. Altri 25 milioni di franchi saranno versati per un fondo che mira al contenimento degli effetti delle catastrofi (Catastrophe Containment and Relief Trust) creato dal Fondo monetario internazionale (FMI) (questi due crediti sono stati approvati nel corso di questa sessione, n.d.r).

L'udc si è opposta invano alla mozione. Il "senatore" ticinese Marco Chiesa ha sostenuto che la Confederazione ha già versato o promesso importanti aiuti destinati all'estero e che un ulteriore obolo di 100 milioni andrebbe piuttosto utilizzato nella Confederazione, considerato il rischio di povertà che incombe su molte persone.