A nome di una minoranza, Werner Salzmann (UDC/BE) chiedeva di rimanere alla prassi attuale che prevede una decisione da parte di un giudice. Al voto, tuttavia, la sua richiesta di non entrata nel merito è stata respinta per 33 voti a 6 e 6 astenuti.
Secondo Salzmann, un cambiamento di sesso non è cosa da poco, dal momento che una modifica di questo genere può avere conseguenze a livello di paternità o rendita di vecchiaia. Oltre a stabilire una maggiore sicurezza del diritto, il fatto di passare davanti a un giudice consente almeno ai parenti della persona interessata o al partner di esprimere la loro opinione. A suo avviso, vi è anche il rischio di abusi. Una persona potrebbe anche decidere di cambiare sesso solo per evitare il servizio militare, per poi ritornare sui propri passi.
Stando a Carlo Sommaruga (PS/GE), invece, con la modifica in questione proposta dal Consiglio federale si vuole tenere conto della grande sofferenza di cui patiscono molte persone, specie giovani, che non si riconoscono nel loro sesso. Si tratta di una questione molto personale che non si può ignorare e respingere solo perché si temono abusi.
Il progetto governativo prevede che transessuali e intersessuali possano cambiare più facilmente sesso e nome nel registro dello stato civile mediante una semplice dichiarazione. Non devono venir richiesti né un esame medico né il rispetto di altre condizioni preliminari. Attualmente è necessario far riconoscere il cambiamento di sesso da un giudice. Se la persona interessata è sposata, il matrimonio rimane valido. Lo stesso discorso si applica alle unioni domestiche registrate e pure i rapporti di filiazione resteranno immutati.
Il disegno non mette comunque in questione la struttura binaria del sesso (maschile/femminile): non introduce una terza categoria di genere. Attualmente il governo sta però valutando la possibilità di introdurla e sta redigendo in merito un rapporto in adempimento a due postulati approvati dal Parlamento.