(ats) Nel caso del rinnovo di un contratto, i consumatori sono già abbastanza tutelati dal diritto attuale. Per questo motivo, secondo il Consiglio degli stati i sottoscrittori non andrebbero avvisati alla prima proroga tacita di un contratto di durata determinata che si rinnova automaticamente, come chiede invece un progetto del Consiglio nazionale.

Anche se solo con due voti di scarto (22 a 20), i "senatori" hanno bocciato l'entrata in materia su un progetto frutto di un'iniziativa parlamentare dell'ex consigliere nazionale ginevrino Mauro Poggia (MCG) già accolto dal Consiglio nazionale. A causa di questo voto, il dossier ritorna al Nazionale.

Per i contrari a questa soluzione, la richiesta del Nazionale causerebbe soltanto burocrazia e quindi un dispendio di denaro e energie per le imprese. I consumatori sono insomma grandi abbastanza per sapere che cosa firmano.

Eppure sulla carta le cose sembravano andare piuttosto nella direzione voluta dal Nazionale. La Commissione degli affari giuridici del Consiglio degli Stati aveva addirittura proposto che l'avviso fosse obbligatorio ad ogni proroga tacita di un contratto.

Il progetto adottato dalla Camera del Popolo, che completa il Codice delle obbligazioni, prevede che il consumatore debba essere informato e gli si debba indicare esplicitamente il diritto convenuto di risolvere il contratto alla prima proroga di un contratto che si rinnova automaticamente alla scadenza della durata pattuita.