Stando al plenum, sostenuto dal ministro delle finanze Ueli Maurer, questo problema non è urgente e potrà essere affrontato quando si renderà necessario trasporre nel diritto ordinario l'ordinanza urgente sui crediti Covid-19 promulgata dal Consiglio federale, e la validità è di soli sei mesi.
Vi sono però anche altri motivi, secondo Maurer, che depongono a sfavore della mozione. Le fideiussioni garantire dal governo non sono sovvenzioni, bensì un aiuto urgente per garantire alle società la liquidità necessaria per superare un momento di crisi.
L'obiettivo, insomma, è fare in modo che le aziende svantaggiate dalla crisi possano ritornare al più presto alla normalità, adottando in seguito quei provvedimenti che ne garantiscano la continuità. I crediti-ponte sono pensati quale sostegno a breve termine e non quale soluzione a lungo termine, come lascia suggerire la mozione.
Il ministro democentrista ha rammentato che, in ogni caso, l'attuale ordinanza prevede la possibilità di proroga da cinque a sette anni il termine di rimborso per casi particolari.
Approfittando della presenza in aula, Maurer ha snocciolato alcuni dati riguardanti il volume di aiuti concessi: 16 miliardi di franchi finora a fronte di una somma messa a disposizione di 40 miliardi. Vi è tempo ancora fino a luglio per domandare un credito, ma Maurer crede che non si dovrebbe superare di molto la soglia dei 20 miliardi.
La maggior parte delle somme concesse eccede di poco i 100 mila franchi. Si tratta di piccole ditte con un fatturato inferiore o vicino al milione di franchi, ha precisato. Sono invece 800 le società che hanno richiesto un sostegno superiore al mezzo milione di franchi.