Con gli investimenti in questo settore fondamentale richiesti oggi, contribuiamo a mantenere la posizione di leader della Svizzera a livello mondiale e a gestire con successo le sfide attuali, come la trasformazione digitale dell'economia e della società, ha sottolineato Hannes Germann (UDC/SH) a nome della commissione.
La formazione professionale va ulteriormente rafforzata in modo da poter continuare a offrire opportunità di ingresso e di carriera nel mondo del lavoro, ha spiegato il consigliere federale Guy Parmelin. Insieme ai Cantoni e all'economia, la Confederazione sosterrà la formazione di specialisti. Tra le sfide più importanti da affrontare c'è la svolta digitale, ha aggiunto il capo del Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca (DEFR).
Durante il dibattito, i "senatori" non hanno messo in dubbio l'importanza dei crediti. Ha fatto invece discutere l'opportunità di aumentare i fondi di 200 milioni, così come chiesto dalla Commissione della scienza, dell'educazione e della cultura (CSEC-S). Alla fine, come detto, i fondi supplementari sbloccati ammontano a 188 milioni.
Gli Stati hanno poi tolto il blocco previsto dal Consiglio federale di parte delle risorse aggiuntive. Occorre garantire alle istituzioni interessate la sicurezza della pianificazione, ha sostenuto Germann. La Svizzera è in competizione con altri Paesi, ha affermato Benedikt Würth (PPD/SG). "Abbiamo bisogno di decisioni intelligenti il cui risultato va a favore dell'economia", ha aggiunto.
Bisogna rimanere realisti, ha replicato Peter Hegglin (PPD/ZG). Presidente della Commissione delle finanze, il "senatore" ha ricordato, invano, come la crisi legata al coronavirus ha e avrà un forte impatto sulle finanze federali per cui occorre rimanere prudenti.
La maggior parte delle risorse finanziarie, pari a 10,8 miliardi di franchi (+2,5%), confluirà nel settore dei Politecnici federali (PF). Altri 5,8 miliardi sono destinati alla promozione delle altre alte scuole nell'ambito della Legge sulla promozione e sul coordinamento del settore universitario svizzero, 4,79 miliardi di franchi sono destinati agli istituti di ricerca nell'ambito della Legge sulla promozione della ricerca e dell'innovazione, ad esempio attraverso il Fondo nazionale svizzero per la ricerca scientifica o le Accademie delle scienze. Altre voci importanti: 3,86 miliardi saranno utilizzati per finanziare la formazione professionale, un altro miliardo per promuovere l'innovazione presso Innosuisse.
Gli Stati hanno poi adottato un postulato della CSEC-S che chiede all'esecutivo di spiegare in che modo intende continuare a versare, a partire dal 2025, i sussidi federali a favore delle strutture di ricerca nazionali.
Nel messaggio ERI riferito al periodo 2021-2024, l'esecutivo annuncia per il quadriennio seguente la soppressione, tramite una diminuzione regressiva, dei contributi federali per taluni istituti di ricerca. Tra questi, ha evidenziato Marina Carobbio (PS/TI), figurano anche "istituti di eccellenza situati nella Svizzera italiana quali l'Istituto di ricerca in biomedicina e l'Istituto oncologico".
Con il postulato "si potrà riflettere su questo ambito in vista del prossimo messaggio, dato che le decisioni verranno comunque prese a breve", ha precisato la ticinese. Se questa verrà confermata, "avrà conseguenze molto pesanti sul futuro di istituti di ricerca in diverse regioni della Svizzera e in particolare per i due istituti della Svizzera italiana", ha sottolineato Carobbio.
Il dossier va al Nazionale.