(ats) L'accesso a sostanze chimiche che possono essere utilizzate come esplosivi da persone senza scrupoli, terroristi ma anche criminali incalliti, va limitato. È quanto prevede un disegno di legge adottato oggi dal Consiglio degli Stati per 34 voti a 7 e 2 astenuti. Il dossier va al Nazionale.

La Legge federale sui precursori di sostanze esplodenti si prefigge di rendere più difficile ai privati l’accesso a determinate sostanze chimiche che potrebbero essere facilmente utilizzate per scopi terroristici.

Stando al plenum, pur limitando in parte i diritti di libertà, la legge costituisce una buona soluzione se si considera il valore aggiunto dal profilo della sicurezza.

Una minoranza rappresentata in aula da Werner Salzmann (UDC/BE) e Thomas Minder (Indipendente/SH) ha proposto la non entrata nel merito, sostenendo che una simile legge getta il sospetto su tutti, rappresenta un aggravio burocratico, e non rappresenta un mezzo efficace per fermare i terroristi, che potrebbero procurarsi determinate sostanze su Internet. Inoltre, non tutto quello che viene fatto a livello europeo in materia di sicurezza deve per forza essere copiato.

Olivier Français (PLR/VD) non ha messo in dubbio che persone malintenzionate possano mettere le mani su certi prodotti acquistandoli sul web - ci sarà sempre un punto debole nelle maglie dei controlli alle dogane - ma il problema attuale per la Svizzera è che questo problema non è regolato da alcuna legge. Al voto, la richiesta di non entrata nel merito è stata respinta per 35 voti a 8.

Diversamente dal progetto del governo, e per tenere conto anche delle obiezioni delle cerchie professionali più toccate dalla normativa, i "senatori" hanno proposto di regolare l’accesso a determinate sostanze in modo semplificato fino a una determinata soglia quantitativa per il tramite di negozi specializzati.