Il plenum ha seguito la raccomandazione della sua commissione preparatoria che proponeva all'unanimità la non entrata in materia.
I "senatori" hanno dovuto esaminare per la seconda volta il progetto, dopo che lo scorso marzo il Consiglio nazionale aveva ribadito di voler modificare nel senso voluto dall'iniziativa la Legge sul Parlamento con 99 voti a 83 e 6 astenuti.
Secondo la maggioranza del Nazionale, le Camere devono disporre di un diritto di veto contro talune ordinanze emesse dal Consiglio federale poiché queste non sempre rispetterebbero la volontà del legislatore. Il progetto prevedeva anche alcuni paletti: per poter esercitare il diritto di veto sarebbe occorso almeno il sostegno di un terzo dei membri di un Consiglio. Altro ostacolo: soltanto le domande sostenute dalla maggioranza di una commissione sarebbero state trasmesse alla Camera.
Una minoranza aveva sostenuto, invece, che la proposta violava il principio della separazione dei poteri: la Costituzione federale stabilisce che il Consiglio federale è competente per la promulgazione senza restrizioni di ordinanze d'esecuzione. Un diritto di veto, inoltre, avrebbe allungato eccessivamente il processo legislativo.
La Camera dei Cantoni ha preferito adeguarsi all'opinione della minoranza del Nazionale, sostenuta oggi in aula anche dal Cancelliere della Confederazione, Walter Thurnherr, contrario a questa invasione di campo.