Un mese fa, i Cantoni avevano chiesto che tutti i test del coronavirus vangano finanziati dall'assicurazione di base ed esenti dalla franchigia. Attualmente sono coperti dall'assicurazione obbligatoria solo per una parte dei pazienti. Per gli altri, i costi sono a carico dei Cantoni.
Gli ospedali sono in difficoltà a causa dei costi supplementari legati al Covid-19 e del calo delle entrate causate dalla sospensione degli interventi non urgenti. La situazione è insoddisfacente per molte strutture ed è quindi necessario agire, e tocca al Consiglio federale farlo, ha sostenuto Pierre-Yves Maillard (PS/VD).
La situazione è effettivamente difficile ma è troppo presto per valutare l'impatto finanziario delle misure legate al coronavirus sui fornitori di servizi, ha replicato il consigliere federale Alain Berset. I costi aggiuntivi causati dal trattamento di pazienti con Covid-19 non sono chiari, come non lo sono le spese totali, ha aggiunto il ministro della sanità.
Chiarimenti sulla ripartizione dei costi sono però già stati fatti, ha aggiunto Berset sostenendo come i partner tariffari dovrebbero adottare misure aggiuntive. Insomma, il Consiglio federale non vuole legiferare, ma dialoga già con gli attori interessati. Il Dipartimento dell'interno contatterà i Cantoni nei prossimi giorni, ha precisato il consigliere federale.
In seguito il Nazionale ha tacitamente adottato una mozione degli Stati che incarica il governo di allestire un inventario delle difficoltà di approvvigionamento di medicamenti e vaccini e di elaborare soluzioni sul piano nazionale e internazionale: in particolare andranno esaminati i requisiti per un incremento di produzione di medicamenti e vaccini in Svizzera o in Europa. Inoltre le scorte di Confederazione e Cantoni devono essere ampliate e il Consiglio federale è chiamato a esaminare l'ampliamento e l'adeguamento del mandato della Farmacia dell'esercito.