(ats) Una "trasparenza" delle attività dei parlamentari sull'esempio di quanto in vigore per il Consiglio d'Europa: è quanto chiedeva un'iniziativa parlamentare di Mathyas Reynard (PS/VS), respinta oggi dal Consiglio nazionale per 113 voti a 67 a 9 astensioni.  Secondo la maggioranza della Camera del popolo, una tale prassi non è compatibile con un Parlamento di milizia.

Reynard proponeva più trasparenza per i parlamentari, obbligandoli ad indicare le relazioni d'interesse in modo tale che dovessero essere dichiarati, per esempio, anche tutti gli importi che ricevono per le loro attività politiche e professionali.

Il registro degli interessi del Consiglio d'Europa prevede che vengano dichiarate le attività professionali e politiche, le funzioni o i mandati in organi di direzione, d'amministrazione, di vigilanza e di consulenza o in qualità di azionisti, in società private o pubbliche, commerciali e non commerciali (ONG, associazioni o altro), nonché tutti gli importi che ricevono in tale contesto.

Andrebbero dichiarati anche gli aiuti finanziari e i regali (a partire da un importo da definire) in termini di personale, di materiale o di donazioni, nonché i viaggi all'estero e le visite sponsorizzate e le relative spese.