(ats) Nel corso di questa sessione, a 12 anni di distanza dall'ultima volta, l'Assemblea federale dovrà esprimersi su una domanda di grazia. La commissione ad hoc, istituita a inizio settembre per esaminare il dossier, propone di respingere la richiesta.

La domanda riguarda un cittadino ceco condannato dal Tribunale penale federale di Bellinzona per truffa e ripetuto riciclaggio di denaro qualificato a una pena detentiva di 36 mesi.

All'unanimità la Commissione delle grazie, si legge in una nota odierna, si è detta contraria a concedere la grazia e raccomanda all'Assemblea federale di fare altrettanto il prossimo 23 di settembre.

L'ultima volta che il parlamento aveva dovuto decidere su una richiesta di grazia risale al 2007. Il 20 giugno di quell'anno, al termine della sessione estiva, l'Assemblea federale aveva respinto tacitamente la domanda inoltrata da un ex responsabile degli impianti tecnici del Politecnico di Losanna.

L'uomo, 62 anni, era stato condannato a due anni di prigione per corruzione passiva. Aveva incassato 270'000 franchi in cambio della concessione di mandati a imprese di sua conoscenza. Per motivi di salute, egli chiedeva la trasformazione della pena privativa della libertà in condizionale.

Nel 2005 e nel 2006, il Parlamento si era mostrato altrettanto irremovibile, rifiutando la grazia a una persona che aveva importato illegalmente dalla Serbia due cagnolini non vaccinati contro la rabbia e un ristoratore per aver importato carne clandestinamente sull'arco di più anni, eludendo così i dazi doganali.

Il Parlamento si è occupato però anche di casi più gravi. Nel 1999, per esempio, aveva respinto la domanda di grazia del pirata dell'aria Hussein Hariri, condannato all'ergastolo nel 1987 per aver dirottato su Ginevra un velivolo della Air Afrique e ucciso un passeggero. Lo sciita libanese chiedeva la liberazione di alcuni detenuti palestinesi e libanesi dalle carceri israeliane.

Hariri venne poi scarcerato nel 2004 dopo aver scontato 17 anni di reclusione (era stato condannato all'ergastolo) ed espulso verso il Libano, suo paese d'origine. In carcere in Svizzera si è appassionato all'aviazione e, una volta in Libano, ha pure costruito con le sue mani un apparecchio in grado di volare.