(ats) Prima di decidere misure contro il nuovo coronavirus, il governo sarà obbligato a coinvolgere, oltre ai Cantoni, anche i partner sociali e informare regolarmente il Parlamento.

È quanto ha deciso oggi il Consiglio nazionale, appoggiando la legge Covid-19, che mira a istituire le basi legali per mantenere determinati provvedimenti adottati dal governo col diritto d'urgenza, fino alla fine del 2021 se necessario.

Dal 13 marzo il Consiglio federale ha emanato diverse ordinanze per affrontare la crisi. Per garantire che queste disposizioni non scadano sei mesi dopo la loro entrata in vigore, come previsto dalla Costituzione, occorre adottare una base legale che metta nero su bianco quali siano le competenze dell'esecutivo, ha ricordato in apertura Philippe Nantermod (PLR/VS), a nome della commissione preparatoria.

Scettici nei ranghi UDC

Le discussioni si sono accese già nel corso del dibattito di entrata in materia, con alcune voci scettiche, nelle file dell'UDC, che ne chiedevano la bocciatura. "Questa legge intende rendere ordinario ciò che dovrebbe rimanere straordinario", ha per esempio denunciato Jean-Luc Addor (UDC/VS), parlando di "assegno in bianco all'esecutivo". "L'UDC vuole tornare alla normalità", ha però stemperato Thomas de Courten (UDC/BL), chiedendo di poter finalmente discutere le singole misure. "Bisogna ritrovare la democrazia e i diritti fondamentali".

"In vari cantoni si preparano licenziamenti", ha messo in guardia Pierre-Yves Maillard (PS/VD), ricordando che in caso di fallimenti e licenziamenti le conseguenze saranno ancora maggiori. Spesso si sente parlare delle critiche all'operato delle autorità, ha fatto notare Andri Silberschmidt (PLR/ZH), "ma non dimentichiamoci che un'ampia maggioranza della popolazione sostiene questa politica",

Il plenum ha accolto l'entrata in materia con 173 voti a 18 e parallelamente bocciato una proposta di Pirmin Schwander (UDC/SZ) di rinvio dell'intero dossier al Consiglio federale affinché lo sostituisse con un decreto federale relativo al budget.

Coinvolgere parti sociali

La volontà di non lasciare troppo potere decisionale nelle mani dell'Esecutivo è riemersa più avanti nell'esame dettagliato della legge e ha portato il plenum ad approvare - con 150 voti a 43 e 2 astensioni - l'obbligo di coinvolgere i Cantoni, le organizzazioni mantello delle parti sociali e le associazioni di comuni e città nella formulazione di misure che incidono sulle loro competenze.

Per Katharina Prelicz-Huber (Verdi/ZH) "non può essere che il Consiglio federale possa decidere tutto di propria iniziativa". Il cancelliere della Confederazione Walter Thurnherr ha tentato di rassicurare i deputati, garantendo che il Governo si consulterà appena possibile e ammonendo dall'introdurre nuovi obblighi: "a volte le cose devono avvenire in fretta", ha ricordato invano.

Oltre a ciò, l'esecutivo dovrà informare regolarmente, tempestivamente e in modo esauriente il Parlamento e consultare le commissioni competenti. In casi urgenti, dovrà contattare i presidenti delle commissioni. Le misure ordinate dovranno inoltre basarsi su dati comparabili a livello temporale e regionale, che indicano il rischio di sovraccarico del sistema sanitario, di aumento della mortalità e di progressione grave delle malattie.

Niente da fare invece per le proposte dell'UDC che avrebbero permesso al Consiglio federale di adottare misure solo per combattere l'eccesso di mortalità. Per la maggioranza la terminologia utilizzata è troppo vaga e non favorevole al raggiungimento dell'obiettivo.

Il plenum ha pure stabilito che il governo dovrà garantire che le indennità per perdita di guadagno siano versate soltanto se può essere comprovata un'erosione del reddito. Inoltre, i datori di lavoro che, nel caso di un effettivo divieto di lavorare, continuano a versare il salario a persone particolarmente a rischio, dovranno poter chiedere un rimborso dall'IPG per Covid-19.

Se il Consiglio federale limiterà l'entrata o il soggiorno degli stranieri dovrà inoltre escludere da questa disposizione il ricongiungimento familiare e l'entrata dei concubini, nonché dei loro figli.