(ats) Rimangono ancora delle divergenze tra i due rami del Parlamento in merito alla revisione della legge sul CO2. Il Consiglio nazionale ha però fatto un passo verso gli Stati proponendo una soluzione di compromesso.

I "senatori", per i voli privati e d'affari, vogliono riscuotere una tassa fissa di 500 franchi. Oggi il Nazionale, con 120 voti contro 72, ha voluto mantenere la forchetta tra 500 e 5000 franchi.

Per rispondere alle preoccupazioni dei "senatori", che temono conseguenze per i piccoli scali regionali, la Camera del popolo ha proposto che il balzello venga calcolato tenendo conto anche della competitività degli aerodromi.

Ci deve essere una certa proporzionalità a seconda dei voli effettuati, ha spiegato Roger Nordmann (PS/VD) a nome della commissione. Chi vola con un jet privato rischia di pagare meno del passeggero di un aereo di linea, ha aggiunto Bastien Girod (Verdi/ZH).

L'aviazione d'affari è uno strumento importante per l'economia svizzera, ha affermato Monika Rüegger (UDC/OW). Rappresenta decine di migliaia di posti di lavoro e notevoli entrate fiscali. Una tassazione eccessiva rischia di danneggiare le aziende svizzere di fronte alla concorrenza straniera, ha sostenuto, invano, l'obvaldese.

Nelle scorse sedute, i due rami del Parlamento si erano già accordati sull'introduzione di una tassa sui biglietti aerei. Il suo importo sarà compreso tra 30 e 120 franchi. Lo scopo è favorire il trasporto ferroviario, come sostituto dei voli a corto raggio.

Per quel che concerne il rimborso della tassa sugli oli minerali per i veicoli dei trasporti pubblici. Oggi il Nazionale ha stabilito, come gli Stati, che tale retrocessione sarà abolita nel 2026 per il traffico pubblico locale.

La Camera dei cantoni ha anche deciso che dal 2030 tutti i veicoli dei trasporti pubblici, anche quelli delle linee regionali dunque, non potranno più beneficiare del rimborso della tassa sugli oli minerali. Per il Nazionale tale emendamento è troppo incisivo: "servono soluzioni che tengano conto della realtà, nelle zone rurali la conversione non è possibile per motivi tecnici", ha ad esempio sostenuto Nicolo Paganini (PPD/SG). Con 199 voti contro 24, la Camera ha quindi precisato che la retrocessione potrà eccezionalmente continuare a essere concessa "per motivi topografici", così come proposto da Martin Candinas (PPD/GR).

Già decisa nelle scorse sedute la compensazione delle emissioni del CO2 per le automobili che con la riforma potrà arrivare al 90%. Una quota compresa tra il 15 e il 20% dovrà esserlo in Svizzera. La conseguenza sarà un aumento del prezzo dei carburanti alla pompa di benzina, fissato ad un massimo di 10 centesimi, 12 dal 2025.

C'è infine un punto su cui il Consiglio nazionale non ha voluto cedere: chi per negligenza si sottrarrà alla tassa sul CO2 deve poter essere sanzionato con una multa. I senatori avrebbero voluto esentarli. Rimane una differenza anche per quanto riguarda gli impianti destinati alla produzione di vettori energetici rinnovabili negli edifici.

Il dossier torna al Consiglio degli Stati.