Per la maggioranza, la possibilità di partecipare a votazioni ed elezioni è un buon modo per iniziare i giovani alla vita politica. La Confederazione dovrebbe dare l'esempio e concedere ai giovani il diritto di voto attivo a 16 anni, anche perché saranno proprio loro a doversi fare carico delle decisioni politiche prese oggi, ha sottolineato Arslan.
La commissione preparatoria raccomandava la bocciatura dell'atto parlamentare: "prima di agire a livello federale occorre seguire l'evoluzione nei Cantoni", ha detto il suo relatore Piero Marchesi (UDC/TI). Problematico è anche il fatto di poter esercitare i propri diritti politici prima di aver raggiunto la maggiore età civile, ha aggiunto, invano, il ticinese.
L'atto parlamentare passa ora al Consiglio degli Stati. Se dovesse anch'esso approvarlo, l'ultima parola spetterebbe in ogni caso al popolo essendo necessaria una modifica della Costituzione.