Allo stato attuale, l'intesa scadrebbe il prossimo 31 ottobre. Essa permette ai frontalieri che devono lavorare da casa a seguito della situazione sanitaria legata al coronavirus di continuare a farlo restando soggetti alle assicurazioni sociali svizzere.
Rispondendo in forma scritta a una domanda del consigliere nazionale Fabio Regazzi (PPD/TI), il governo oggi dichiara di star esaminando con la vicina Penisola l'eventualità di allungare di un paio di mesi la validità del documento. L'obiettivo, afferma l'esecutivo, è di concedere ai datori di lavoro sufficiente tempo per pianificare il ritorno dei loro dipendenti nel rispetto delle misure di protezione.
L'accordo è già valevole sino alla fine del 2020 per Germania, Francia e Austria. In particolare quello con l'Esagono, siglato il 13 marzo, è stato prorogato a fine agosto contrariamente a quanto emerso qualche settimana prima, quando sembrava che dovesse scadere a breve. L'intesa vuole togliere di mezzo gli ostacoli fiscali al telelavoro e prevede che i frontalieri continuino a essere tassati come se si recassero fisicamente sul posto di lavoro, anche se si trovano in regime di home office.