Nel testo si chiedeva di monitorare l'esposizione della popolazione alle radiazioni, di istituire un servizio di consulenza in medicina ambientale e di intensificare la ricerca sugli effetti della telefonia mobile sulla salute.
I sostenitori dell'atto parlamentare hanno ricordato in aula che sussistono incertezze quanto alle effettive ripercussioni sulla salute di questa tecnologia. Il gruppo di lavoro ("Telefonia mobile e radiazioni") non è riuscito a mettersi d'accordo su eventuali adeguamenti dei valori limite degli impianti in vigore, né sullo sviluppo di reti di telefonia mobile.
La metà dei membri del gruppo di lavoro, inoltre, presentavano legami di interesse con l'industria delle telecomunicazioni e solo due membri del corpo medico avevano un interesse preponderante nella sanità pubblica.
Ma il tempo stringe. Numerose antenne supplementari sono state installate e le richieste per una moratoria si moltiplicano. Stando al gruppo di lavoro, occorre proseguire le ricerche sul ruolo delle radiazioni negli ambiti critici della salute, quali il cancro, la riproduzione, i disturbi alle facoltà cognitive.
Una maggioranza, forte dell'appoggio della consigliera federale Simonetta Sommaruga, ha invitato alla prudenza. Nell'aprile scorso, l'esecutivo ha confermato che per il momento non vuole allentare i valori limite volti a proteggere le persone dalle radiazioni non ionizzanti. Sommaruga ha ricordato che il governo si è impegnato a testare l'esposizione effettiva della popolazione alle antenne e ha annunciato la sua intenzione di attuare le misure di accompagnamento preconizzate dal gruppo di lavoro.
Ad ogni modo, la pressione della politica sull'esecutivo rimane. Lo scorso inizio luglio, la Commissione dei trasporti del Nazionale (CTT-N) ha inviato una lettera al Consiglio federale invitandolo a rispondere entro la fine dell'anno alle preoccupazione della popolazione in merito al 5G.
La Ctt-N domandava in particolare al governo di rispondere a un postulato della "senatrice" Brigitte Häberli-Koller (PPD/TG), adottato dagli Stati lo scorso dicembre, e di emanare direttive d'esecuzione per le antenne adattative entro la fine dell'anno.
Nel suo atto parlamentare, la turgoviese chiede un nuovo rapporto su come si possa realizzare una progettazione sostenibile delle reti di comunicazione mobile, onde garantire una protezione ottimale dalle radiazioni e consentire al contempo l'introduzione della 5G e delle future tecnologie entro un lasso di tempo ragionevole.