Il messaggio concernente lo SWEET (Swiss Energy Research for the Energy Transition) era stato licenziato in febbraio dal Consiglio federale. Con questo progetto, l'esecutivo intende assicurare una successione senza interruzioni agli Swiss Competence Centers in Energy Research (SCCER), sostenuti tra il 2013 e la fine del 2020.
Nell'ambito del programma verranno finanziati solo i progetti consorziali oggetto di bandi di concorso che trattano sei temi di ricerca centrali per la Strategia energetica 2050. Questi sono efficienza energetica e contestualmente eliminazione delle emissioni di gas serra, energie rinnovabili, stoccaggio, reti, ricerca non tecnica (socioeconomica o sociopsicologica) e sicurezza delle infrastrutture energetiche critiche.
Nei prossimi otto anni (invece di 12 come chiesto dal Consiglio federale), SWEET, che è diretto dall'Ufficio federale dell'energia (UFE), pubblicherà bandi di gara periodici per i progetti che avranno una durata media di sette anni. Dei 136,4 milioni di credito, il Governo ne ha già sbloccati 94,9. La liberazione della restante tranche - 41,5 - verrà chiesta al più tardi a fine giugno 2024. Addizionandovi le spese per personale ed esecuzione, stimate in 11,9 milioni, si raggiunge il totale di 148,3 milioni.
Possono candidarsi ai concorsi ad esempio scuole universitarie, istituti di ricerca senza scopo di lucro, fondazioni private e del settore pubblico (comuni, città, imprese parastatali). Le domande saranno valutate da comitati formati da esperti del settore di ricerca interessato, come pure da rappresentanti dell'Amministrazione federale.