(ats) Le condizioni quadro per la gestione forestale in Svizzera vanno migliorate. È il parere del Consiglio degli Stati che ha approvato una mozione di Daniel Fässler (PPD/AI) che chiede contributi finanziari supplementari riferiti alle prestazioni per un importo minimo di 25 milioni di franchi all'anno per almeno un quadriennio.

Con questi fondi andranno in particolare promosse misure che permettano ai proprietari di conservare un bosco sano, stabile e resistente ai cambiamenti climatici. Per l'appenzellese, le foreste invecchiate diventano infatti "bombe a orologeria" in quanto soggette a malattie, a parassiti e alle conseguenze del cambiamento climatico.

Insomma, per il mozionario soltanto foreste sane e utilizzate in modo sostenibile possono contribuire in maniera determinante alla protezione del clima. Il sostegno finanziario, ha proseguito Fässler, si giustifica con il fatto che i due terzi dei boschi svizzeri appartengono a privati, a patriziati o a corporazioni che non possono finanziarsi mediante introiti fiscali.

Ricordando che a fine 2019 Confederazione e Cantoni hanno concluso un Accordo programmatico nel settore forestale per il periodo 2020-2024, la consigliera federale Simonetta Sommaruga ha chiesto al plenum di respingere la mozione. Se la proposta dovesse venir accettata - ha affermato - occorrerebbe intavolare nuovi negoziati con i Cantoni e verificare se occorre adeguare gli accordi presi. Inoltre, se la Confederazione deve dare di più, allora anche i Cantoni devono farlo, ha sottolineato la ministra dell'ambiente.

Al voto, la mozione Fässler è però stata approvata con 29 voti contro 4 e 3 astenuti. L'atto parlamentare passa ora al vaglio del Consiglio nazionale.

Gli Stati hanno in seguito adottato, in modo tacito, un postulato di Céline Vara (Verdi/NE) che chiede al governo di valutare l'opportunità di prendere provvedimenti in merito alla conservazione e alla promozione della biodiversità nei boschi, in accompagnamento alle misure di adattamento al riscaldamento climatico.