Con questi fondi andranno in particolare promosse misure che permettano ai proprietari di conservare un bosco sano, stabile e resistente ai cambiamenti climatici. Per l'appenzellese, le foreste invecchiate diventano infatti "bombe a orologeria" in quanto soggette a malattie, a parassiti e alle conseguenze del cambiamento climatico.
Insomma, per il mozionario soltanto foreste sane e utilizzate in modo sostenibile possono contribuire in maniera determinante alla protezione del clima. Il sostegno finanziario, ha proseguito Fässler, si giustifica con il fatto che i due terzi dei boschi svizzeri appartengono a privati, a patriziati o a corporazioni che non possono finanziarsi mediante introiti fiscali.
Ricordando che a fine 2019 Confederazione e Cantoni hanno concluso un Accordo programmatico nel settore forestale per il periodo 2020-2024, la consigliera federale Simonetta Sommaruga ha chiesto al plenum di respingere la mozione. Se la proposta dovesse venir accettata - ha affermato - occorrerebbe intavolare nuovi negoziati con i Cantoni e verificare se occorre adeguare gli accordi presi. Inoltre, se la Confederazione deve dare di più, allora anche i Cantoni devono farlo, ha sottolineato la ministra dell'ambiente.
Al voto, la mozione Fässler è però stata approvata con 29 voti contro 4 e 3 astenuti. L'atto parlamentare passa ora al vaglio del Consiglio nazionale.
Gli Stati hanno in seguito adottato, in modo tacito, un postulato di Céline Vara (Verdi/NE) che chiede al governo di valutare l'opportunità di prendere provvedimenti in merito alla conservazione e alla promozione della biodiversità nei boschi, in accompagnamento alle misure di adattamento al riscaldamento climatico.