La nuova normativa mira a rendere maggiormente indipendenti l'uno dall'altro il piano operativo e quello strategico. Nella legge viene pertanto stabilito in quali ambiti i membri istituzionali del Consiglio dei PF (i presidenti, i direttori degli istituti di ricerca e i rappresentanti delle assemblee universitarie) non hanno diritto di voto o devono ricusarsi. Sarà così sancita a livello giuridico la prassi attualmente in uso.
Sulla base di una raccomandazione del Controllo federale delle finanze (CDF) vengono inoltre precisate le competenze del Consiglio dei politecnici federali in materia di vigilanza.
Il Nazionale aveva però stralciato la modifica proposta dal governo che voleva togliere ai politecnici e agli istituti di ricerca il diritto di ricorso contro le decisioni del Consiglio dei PF. Gli Stati, per 24 voti a 16, hanno invece approvato la versione del Consiglio federale, respingendo una proposta di minoranza difesa anche da Marina Carobbio (PS/TI) favorevole alla versione della camera del popolo.
Il plenum ha poi adottato per 29 voti a 9 la proposta individuale di Thomas Hefti (PLR/GL), secondo cui spetta al Consiglio federale, e non come adesso al Consiglio dei Politecnici federali, la nomina dei sette membri della commissione di ricorso interna a questi due istituti.
Altre modifiche adottate oggi renderanno più flessibili il prolungamento dei contratti di lavoro a tempo determinato e la possibilità per i professori di rimanere impiegati oltre l'età AVS. Infine, la normativa crea le basi legali per consentire la vendita di energia autoprodotta o acquistata in eccesso, la costituzione di servizi di sicurezza e la videosorveglianza.