Attualmente Berna può concedere l'assistenza giudiziaria solo a singoli Stati. Per consentirle di cooperare con i tribunali penali internazionali per l'ex Jugoslavia e il Ruanda, così come con la Corte penale internazionale permanente, nel 1995 e nel 2001 sono state emanate due leggi separate. In virtù di quella del 1995, il Governo può estendere tramite ordinanza la cooperazione ad altri tribunali, ma non tutte le istituzioni penali adempiono i criteri previsti.
Nel 2016, la Confederazione ha dovuto rifiutare una richiesta di assistenza giudiziaria del tribunale speciale istituito dall'ONU per far luce sull'assassinio dell'ex presidente libanese Rafik Hariri, perché mancavano le basi legali. Ciò potrebbe ripetersi nel caso di altre istituzioni penali da allora istituite, come ad esempio il cosiddetto "Meccanismo per la Siria" con sede a Ginevra. Inoltre, tale legge ha una durata limitata a fine 2023.
La revisione della legge mira a colmare queste lacune e a sancire una collaborazione piena e duratura nel diritto. Sarà concessa per i procedimenti relativi a gravi violazioni del diritto internazionale, come il genocidio, i crimini contro l'umanità e i crimini di guerra.
Sarà possibile collaborare anche con le istituzioni penali che perseguono altri reati, se queste istituzioni si basano su una risoluzione dell'ONU vincolante per la Svizzera o da essa sostenuta. L'UDC e il gruppo del centro hanno tentato, senza successo, di limitare il tipo di reati agli attacchi alla vita e all'integrità fisica. "In questo modo vengono esclusi crimini gravi come la violenza sessuale", ha però avvertito la ministra di giustizia Karin Keller-Sutter.
Il Governo potrà pure estendere tramite ordinanza la cooperazione ad altre istituzioni penali a determinate condizioni: l'organismo deve fondarsi su una base legale che determini chiaramente le sue competenze in materia penale e di procedura penale, la sua procedura deve rispettare i principi dello Stato di diritto e la collaborazione deve servire a tutelare gli interessi della Svizzera.
Questa disposizione non è piaciuta a destra. Se il Consiglio federale vuole collaborare con un nuovo tribunale, deve discuterne con il Parlamento, ha affermato Yves Nidegger (UDC/GE). Le Camere devono poter giudicare di volta in volta se i tribunali meritano assistenza reciproca, ha aggiunto Christian Lüscher (PLR/GE). La proposta di stralcio è però stata respinta con 116 voti a 77.
La cooperazione con le istituzioni internazionali non sarà molto diversa da quella con gli Stati. Seguirà i principi e le procedure dell'assistenza giudiziaria internazionale in materia penale. La Svizzera non avrà alcun obbligo di collaborazione.
Poiché la legge del 1995 sui tribunali speciali per l'ex Jugoslavia e il Ruanda è limitata al 2023, sarà abrogata prima della sua scadenza. Le sue disposizioni saranno coperte dalla nuova legge. D'altro canto, la legge per la Corte penale internazionale rimarrà in vigore in quanto prevede una forma di cooperazione vincolante.