Gli ultimi due ostacoli riguardavano le ONG e l'assistenza internazionale. In futuro, le organizzazioni umanitarie, quali il CICR, dovrebbero poter lavorare in zone controllate da gruppi terroristici senza rischiare di essere puniti. In questo caso, l'ha spuntata la Camera del popolo, che nella sua versione della legge ha voluto menzionare esplicitamente il CICR, a differenza degli Stati.
In merito all'assistenza internazionale, i due rami del Parlamento hanno stabilito che la trasmissione anticipata di informazioni e prove sarà possibile in caso di pericolo imminente e per indagini che riguardano il terrorismo e la criminalità organizzata. Le Camere hanno voluto restringere il campo d'azione dell'assistenza internazionale per evitare abusi.
Nuova norma
Il disegno di legge che traspone nel diritto elvetico le prescrizioni incluse nella Convenzione del Consiglio d'Europa introduce una nuova norma che punisce il reclutamento, l'addestramento e i viaggi a fini terroristici, incluse le relative operazioni di finanziamento.
La revisione comporta anche un adeguamento dell'attuale norma penale sull'organizzazione criminale (art. 260ter CP) che era stata introdotta negli anni '90 soprattutto per lottare contro le organizzazioni di stampo mafioso. Grazie alla modifica apportata ora la norma penale si applica anche alle organizzazioni terroristiche.
La partecipazione e il sostegno a organizzazioni sia terroristiche che criminali potranno essere puniti con una pena detentiva fino a 10 anni.
Giro di vite
Le due Camere si sono già accordate su altri punti del disegno di legge, in particolare sulle misure nei confronti di individui residenti in Svizzera che rappresentano una minaccia, ma che non possono essere oggetto di un procedimento penale.
Sarà per esempio possibile obbligare un sospetto a presentarsi a un posto di polizia a determinati orari, vietargli di lasciare il Paese confiscandogli il passaporto, confinarlo in un perimetro determinato o proibirgli l'accesso a un luogo o il contatto con talune persone.
Arresti domiciliari
Come ultima ratio, e solamente contro le persone particolarmente pericolose, è prevista la possibilità di pronunciare un divieto di lasciare un immobile ("arresti domiciliari").
Quest'ultimo progetto di legge è controverso. Una delle critiche verte sul fatto che anche gli adolescenti a partire dai quindici anni potrebbero essere posti agli arresti domiciliari e che si potrebbero imporre misure nei confronti di bambini a partire dai 12 anni.
Secondo molte ONG, la formulazione del disegno di legge, che si rivolge principalmente ad atti presunti e futuri, non offrirebbe inoltre sufficienti garanzie giuridiche.