Ne è convinto il Consiglio degli Stati che, dopo il Nazionale in giugno, ha approvato una mozione (34 voti a 7) che domanda al governo di impegnarsi a livello europeo, non da ultimo per favorire una riforma dell'Accordo di Dublino.
Nel corso del dibattito, diversi oratori di sinistra hanno denunciato le difficili condizioni in cui si trovano i campi profughi e la necessità di fare di fare di più.
Dublino ha dimostrato di funzionare male in caso di crisi, ha sostenuto Christian Levrat (PS/FR): c'è bisogno di maggiore solidarietà anche per quanto attiene alla ripartizione dei profughi tra i vari paesi europei.
Da destra, pur non abbellendo la situazione, sono stati messi in evidenza i limiti della Confederazione di fronte a un problema di queste dimensioni. L'UDC e Thomas Minder (Indipendente/SH) hanno rimproverato alla Grecia di non rispettare gli accordi di Dublino nonostante le centinaia di milioni di franchi ricevuti per far fronte alla situazione. Secondo Hannes Germann (UDC/SH), bisogna concentrasi sull'aiuto in loco.
Anche il Consiglio federale condivide le preoccupazioni sollevate nella mozione, ha detto la consigliera federale Karin Keller-Sutter. Si tratta di una sfida per tutta l'Europa, che deve essere affrontata congiuntamente, ha aggiunto la ministra di giustizia e polizia affermando che la Confederazione s'impegna soprattutto nell'accoglienza delle persone più vulnerabili, in particolare minorenni non accompagnati.