Il numero AVS costituisce il mezzo più affidabile per identificare le persone. "La sicurezza e l'efficacia ci guadagneranno", ha sostenuto Maja Riniker (PLR/AG). Già oggi, oltre 9'000 uffici, al di fuori delle assicurazioni sociali, utilizzano questo identificatore, ha precisato la ministra della difesa Viola Amherd. Anche il progetto di modifica della legge sull'AVS prevede il suo uso sistematico da parte delle autorità, ha aggiunto invano la consigliera federale. Il plenum, seppur di stretta misura, ha respinto l'impiego del numero AVS.
I due rami del Parlamento si sono invece messi d'accordo su un altro punto. Il Consiglio federale non sarà obbligato a consultare le competenti commissioni in materia di sicurezza dell'informazione e dei relativi costi. In questo caso, con 130 voti contro 55 e 1 astenuto, è stato il Nazionale a fare un passo indietro. Il Parlamento è già regolarmente consultato, tale disposizione è dunque superflua, ha rilevato con successo la consigliera federale Amherd.
Lo scopo della nuova legislazione è raggruppare tutte le norme relative alla sicurezza dell'informazione in una sola legge. Attualmente le basi legali sono infatti disseminate in una moltitudine di atti. Le diverse prescrizioni sono organizzate per settore d'attività e non sono armonizzate tra di loro.
La legge disciplina in particolare la gestione dei rischi, la classificazione delle informazioni, la sicurezza dei mezzi informatici, le misure applicabili al personale e la protezione fisica delle informazioni e delle risorse informatiche.
Il testo si rivolge in primo luogo alle autorità federali (Parlamento, Tribunali federali, Amministrazione federale e Banca nazionale). Interessa i privati e l'economia solo quando svolgono un'attività sensibile su mandato della Confederazione.
Il dossier, come detto, torna alla Camera dei cantoni per l'appianamento dell'ultima divergenza.