(ats) La Svizzera deve garantire la sua partecipazione al programma per la ricerca e l'innovazione "Orizzonte Europa" durante il periodo 2021-2027. Ne è convinto il Consiglio degli Stati, che oggi - con 37 voti contro 2 - ha dato il via libera a un credito di 6,154 miliardi di franchi. Il Nazionale deve ancora pronunciarsi.

La partecipazione della Confederazione alla prossima generazione del programma quadro dell'Ue, denominata "Orizzonte Europa", che insieme ad altre tre iniziative europee costituisce il pacchetto Orizzonte 2021-2027, dipenderà dall'approvazione delle camere, condizione sine qua non affinché il governo possa negoziare il rinnovo dell'accordo bilaterale tra Berna e l'UE sulla partecipazione a tali misure e garantire così un'associazione ininterrotta della Svizzera.

Per ogni franco versato, la Svizzera riceve 1,60 franchi in cambio, ha ricordato in aula Maya Graf (Verdi/BL). L'associazione della Svizzera al programma è quindi vantaggiosa. Dal canto suo, Thomas Minder (Indipendente/SH) avrebbe auspicato di sospendere il dossier fino a quando la situazione con l'UE sarà chiarita in particolare per quanto riguarda l'accordo quadro.

Senza una base di finanziamento, non si potrà concludere alcun accordo con Bruxelles e i ricercatori non potranno essere finanziati, ha replicato Guy Parmelin. Con il progetto governativo, tutti gli scenari sono coperti: piena associazione, associazione parziale, ritardata, o nessuna associazione, come è stato il caso con Orizzonte 2020, ha aggiunto.

Secondo Parmelin, la Svizzera deve continuare la sua collaborazione con la prossima generazione di programmi europei. In caso contrario, potrebbe perdere la sua posizione d'avanguardia in questo settore. I "senatori" l'hanno seguito e hanno bocciato la richiesta di rinvio con 34 voti contro 3.

Riserva

I fondi serviranno a coprire i contributi obbligatori (in totale 5,423 miliardi) per una partecipazione a pieno titolo della Svizzera come Stato associato a "Orizzonte Europa", al relativo programma Euratom, al nuovo "programma Europa digitale" e all'infrastruttura internazionale ITER (ricerca sulla fusione nucleare) fino al 2027. È inoltre prevista una riserva per un eventuale aumento dei contributi (614 milioni), ha spiegato Marina Carobbio (PS/TI) a nome della commissione.

Il "senatore" Jakob Stark (UDC/TG), ritenendo questa riserva esagerata, ha tentato invano di ridurla a 147,6 milioni. Ma il plenum ha bocciato la sua proposta con 23 voti contro 19.

La richiesta comprende anche il finanziamento di misure di accompagnamento nazionali (117 milioni) che promuovono, da un lato, un'ampia partecipazione ai programmi da parte dei ricercatori residenti in Svizzera e, dall'altro, intendono facilitare la partecipazione a nuove iniziative di cooperazione o a progetti europei con necessità di cofinanziamento, ha aggiunto Carobbio. È il caso, ad esempio, dell'impresa EuroHPC nel campo del calcolo ad alte prestazioni. Questa collaborazione è fondamentale perché nessun Paese, da solo, disporrebbe di sufficienti capacità e risorse.

Condizioni non ancora definite

Attualmente le condizioni di partecipazione al pacchetto Orizzonte per gli Stati non membri come la Svizzera non sono ancora definite a livello europeo. La Svizzera mira a una partecipazione a pieno titolo come Stato associato all'intero pacchetto. I negoziati ufficiali con l'UE su un accordo di partecipazione potranno essere avviati solo quando Bruxelles avrà adottato le necessarie basi giuridiche.

L'obiettivo è permettere ai ricercatori in Svizzera di partecipare ai primi bandi di concorso di "Orizzonte Europa" e alle iniziative connesse. Se la piena associazione non sarà possibile, anche solo temporaneamente, la Confederazione potrà utilizzare in alternativa i crediti previsti - se necessario per l'intera durata delle misure - allo scopo di finanziare la partecipazione dei partner svizzeri a singoli progetti. In questo modo gli attori della ricerca e dell'innovazione elvetici dovrebbero poter beneficiare di condizioni analoghe a quelle di una piena associazione.

Partecipazione elvetica è un successo

Le rilevazioni dell'UE e della Confederazione attestano che finora i ricercatori e le imprese in Svizzera hanno partecipato con grande successo ai PQR europei. Dopo il Fondo nazionale svizzero, i PQR sono la seconda più importante fonte di finanziamento dei ricercatori svizzeri, e perfino la più importante per le imprese, in particolare per le PMI.

La possibilità di misurarsi con i migliori ricercatori e allacciare legami a livello internazionale si ripercuote positivamente sull'eccellenza e sulla competitività del polo di ricerca e innovazione svizzero.

Secondo uno studio della Segreteria di Stato per la formazione, la ricerca e l'innovazione, la partecipazione svizzera ai PQR comporta numerosi vantaggi anche dal punto di vista economico e sociale. La Svizzera e il suo panorama della ricerca e dell'innovazione hanno quindi tutto da guadagnare dal loro proseguimento, ha ancora sottolineato Parmelin.