Per 23 voti a 18, la camera dei cantoni ha ribadito inoltre l'idea secondo cui possono fatturare determinate prestazioni infermieristiche senza prescrizione o mandato di un medico soltanto gli infermieri, le organizzazioni Spitex e le case di cura che hanno previamente concluso una convenzione con gli assicuratori malattia.
Secondo Marina Carobbio (PS/TI), difficilmente queste due decisioni indurranno i promotori dell'iniziativa - nel cui comitato siede anche la "senatrice" ticinese - a ritirare la loro proposta. Per quanto attiene alla prima divergenza, secondo Carobbio la pandemia ha dimostrato la dipendenza del nostro sistema sanitario dall'estero e la necessità quindi di un maggior sostegno finanziario da parte dei Cantoni per formare un maggior numero di infermieri e altri professionisti della salute. La formulazione potestativa, ossia i cantoni "possono incoraggiare" e non "incoraggiano", non basta a detta della consigliera agli Stati.
Per quanto attiene alla seconda differenza col Nazionale, la soluzione degli Stati pone a suo avviso ulteriori condizioni che non tengono conto del fatto che i promotori dell'iniziativa domandano proprio un maggior riconoscimento della loro professionalità, senza per forza dover sottoporsi a una convenzione con gli assicuratori.
Il controprogetto riprende le esigenze essenziali dell'iniziativa. Invita i Cantoni e la Confederazione a investire maggiormente nella formazione, a migliorare le condizioni di lavoro e soprattutto a rafforzare le competenze del personale infermieristico.