Diversamente dalla camera del popolo, inoltre, il plenum ha anche deciso di non fissare allo 0% il tasso di interesse e di non vietare espressamente il pagamento di bonus a direzione e Cda. Il dossier ritorna al Nazionale per l'appianamento delle divergenze.
Circa il tasso di interesse sulle fideiussioni solidali concesse alle imprese in difficoltà a causa del lockdown della scorsa primavera, il plenum ha seguito l'Esecutivo secondo cui, a partire dal 31 marzo 2021 e se necessario, quest'ultimo potrà procedere a un adeguamento dei tassi d'interesse dei crediti in base all'evoluzione del mercato. Il Nazionale propende invece per il congelamento dei tasso allo 0% fino al 31 marzo 2028.
Sebbene un aumento del costo del denaro sia improbabile nei prossimi anni, data l'attuale situazione del tasso d'interesse di riferimento della BNS, per la maggioranza dei "senatori" è necessario mantenere un minimo di flessibilità per non modificare le condizioni in cui i contratti sono stati stipulati la scorsa primavera.
Circa il periodo di ammortamento, il plenum si è espresso per 24 voti a 17 contro il parere della sua commissione, e in sintonia col Consiglio federale, contro l'allungamento del periodo di ammortamento da cinque a otto anni.
La commissione propendeva per la soluzione del Nazionale, anche se la raccomandazione in tal senso era stata adottata grazie a un solo voto di scarto, quello del suo presidente, Christian Levrat (PS/FR). In questo modo, ha sostenuto in aula lo stesso "senatore" friburghese, intendiamo concedere più tempo alle aziende che hanno richiesto un credito Covid garantito dalla Confederazione per il rimborso, soluzione ancora più necessaria a suo parere in ragione della seconda ondata pandemica che sta attraversando il paese.
Ma buona parte del campo "borghese", sostenuto dal ministro delle finanze Ueli Maurer, ha sostenuto che non fosse giusto cambiare le regole del gioco - e modificare ex post circa 135 mila contratti - fissate per le banche. Si tratta anche di garantire una parità di trattamento nei confronti delle imprese che non hanno fatto ricorso ai crediti garantiti, ha sottolineato Maurer, secondo cui non "facciamo un favore alle aziende se proroghiamo il periodo di ammortamento".
Cinque anni dovrebbero essere sufficienti a un imprenditore, secondo il consigliere federale, per rendersi conto se riuscirà ad andare avanti o meno con i suoi affari e a rimborsare il credito dovuto. Oltre a ciò, prorogare il termine di rimborso non sarebbe giusto nei confronti di quegli imprenditori che non hanno chiesto un sostegno pubblico, ma si sono rivolti direttamente alle banche, e non godono quindi dei vantaggi conferiti dalla garanzia federale.
In merito ai dividendi delle società interessate, il plenum ha deciso per 30 voti a 12 di mantenere la formulazione dell'Esecutivo che ne vieta la distribuzione durante la durata della fideiussione solidale, contrariamente al Consiglio nazionale, che vuole proibire la decisione stessa di distribuirli. Nessuna possibilità per la proposta della sinistra di includere anche il divieto di versare bonus agli organi direttivi durante la durata del credito garantito (5 anni secondo gli Stati, 8 anni per il Nazionale).
Il plenum ha poi accolto la nuova proposta del Governo volta a permettergli di istituire, per via d'ordinanza, un nuovo sistema di fideiussioni solidali nel caso in cui la situazione sul mercato creditizio dovesse deteriorarsi. In caso di necessità, il Consiglio federale potrà reagire rapidamente e senza ricorrere al diritto di necessità se in futuro le imprese particolarmente colpite dalla pandemia dovessero trovarsi di nuovo ad affrontare problemi di liquidità.