(ats) Affrontando oggi quale seconda camera le modifiche alla Legge Covid-19, destinate a sostenere le aziende in difficoltà (casi di rigore) e le società sportive che soffrono per l'assenza di spettatori, il Consiglio degli Stati, come il Nazionale, ha esteso la cerchia di chi potrebbe far capo a un sostegno finanziario.

In particolare, rispetto al progetto del Consiglio federale e alle raccomandazioni della sua commissione preparatoria, il plenum ha abbassato a 50 mila franchi la soglia di fatturato che darebbe diritto a un'azienda in difficoltà di richiedere un aiuto urgente. Un'azienda otterrà sostegno solo se era redditizia prima della crisi. Il Governo crede che, per richiedere i contributi per i casi di rigore, un'impresa debba avere conseguito ricavi di almeno 100 mila franchi prima dell'epidemia.

Il plenum ha poi stabilito che, per ottenere un aiuto, il fatturato nel 2020 deve essere inferiore al 60% della media pluriennale. I Cantoni, dal canto loro, potranno decidere se tenere conto dell'indennità ricevuta nel 2020 in caso di lavoro a tempo ridotto o perdita di guadagno legata al Covid-19.

Su proposta di Jakob Stark (UDC/TG), il plenum ha deciso che per ottenere un aiuto urgente le aziende non dovranno versare dividendi per l'esercizio in corso.

La Camera dei Cantoni ha poi accolto la proposta di concedere fino a 115 milioni a fondo perso destinato alle società sportive professionistiche o semi professionistiche.

Per quanto riguarda l'estensione dei beneficiari delle indennità per lavoro ridotto, la Camera dei cantoni è rimasta fedele alla linea prudente del Consiglio federale, bocciando tutte le proposte del campo rosso-verde volte ad allargare ulteriormente la cerchia dei beneficiari per non sovraccaricare eccessivamente i conti della Confederazione.

Potranno beneficiare di un sostegno anche le persone con un contratto di lavoro a tempo determinato e gli apprendisti. Ciò è particolarmente importante per la prossima stagione invernale con le relative descrizioni delle mansioni.

La camera ha anche stabilito multe disciplinari fino a 300 franchi per le persone che non portano una mascherina protettiva, oppure non rispettano altre prescrizioni volte ad arginare il coronavirus.

Il dossier ritorna al Nazionale per le divergenze.