(ats) Il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) sarà autorizzato a trattare i dati degli svizzeri all'estero in merito a salute, sanzioni penali o amministrative e misure di aiuto sociale. Dopo il Consiglio nazionale in settembre, oggi anche gli Stati hanno approvato un progetto in questo ambito. L'oggetto è pronto per le votazioni finali.

Il Dfae potrà così avere la possibilità di fornire maggiore assistenza all'estero, ad esempio a livello di protezione consolare. In frangenti eccezionali potrebbe anche trasmettere le informazioni a terzi, come nel caso di operazioni di ricerca, salvataggio o evacuazione. Oppure se la persona interessata non è più in grado di fornire il suo consenso.

Lo scopo della nuova legislazione è di mettere a disposizione uno strumento legislativo moderno che permetta di soddisfare i requisiti previsti dalla legge federale sulla protezione dei dati tenendo conto degli sviluppi organizzativi interni, tecnologici e sociali. Esso regola anche il trattamento delle informazioni dei dipendenti del DFAE e delle loro famiglie.

Il trattamento di dati sulle opinioni, le attività religiose e la sfera intima degli impiegati del DFAE non sarà sistematico. Si farà ricorso a questa misura solo in casi eccezionali.

Per le persone candidate a incarichi presso l'ONU o altre organizzazioni internazionali, il nuovo progetto di legge stabilisce che non è più necessario fornire informazioni personali su sfera intima, razza, opinioni o attività religiose.