Questa legge si applica unicamente alle quarantene e isolamenti legate al nuovo coronavirus. Non riguarda altri impedimenti, come altre malattie. Ciò si giustifica dal fatto che in tutti questi altri casi non esiste un divieto formale di recarsi a Palazzo, ha spiegato Damien Cottier (PLR/NE) a nome della commissione.
La legge sul Parlamento prevede all'articolo 10 che "i parlamentari sono tenuti a partecipare alle sedute delle Camere e delle Commissioni". L'articolo 20 fornisce inoltre garanzie agli eletti di partecipazione alle sessioni. Attualmente esiste quindi un conflitto di interesse tra la legge e gli ordini di restare al domicilio che può decretare un medico cantonale.
La revisione proposta permette di correggere questa contraddizione. Per Cottier questo approccio è giustificato dato che è volto a garantire la rappresentatività delle decisioni del Consiglio nazionale anche se all'interno di un gruppo diversi membri non possono essere fisicamente presenti alla seduta a causa del Covid-19.
Per elaborare tale revisione di legge, visto che non esiste una chiara base costituzionale per una partecipazione non in presenza alle sedute dell'Assemblea federale, la commissione all'origine del disegno di legge ha dovuto appellarsi all'articolo 165 della Costituzione federale sulla legislazione d'urgenza.
Questa prevede che le leggi dichiarate urgenti e prive di base costituzionale decadono un anno dopo la loro adozione da parte dell'Assemblea federale. Questo è il caso anche di questa modifica legislativa, ha precisato Cottier.
Se la legge sarà approvata da entrambe le Camere senza dover passare per una procedura di appianamento delle divergenze, questa potrebbe entrare in vigore ed essere applicata già nella terza settimana della sessione invernale in corso.
Una minoranza ha respinto il progetto ritenendo che il principio della presenza fisica alle sedute delle Camere non debba essere abrogato mediante una procedura avventata e frettolosa. Per Gregor Rutz (UDC/ZH) non va adottata una legge anticostituzionale.
La proposta, ha proseguito lo zurighese, è contraria alla logica dei lavori parlamentari: "se il lavoro parlamentare si limitasse a una procedura di voto basterebbe riempire un formulario". Ci sarebbe inoltre una disparità di trattamento con i parlamentari che non possono recarsi a Palazzo perché, ad esempio, si sono rotti una gamba, ha aggiunto, invano, Rutz.
Da notare che, inizialmente, il progetto voleva concedere anche ai "senatori" la possibilità di votare da casa se in quarantena o in isolamento. La Commissione delle istituzioni politiche degli Stati si è però opposta. Visto che si tratta di una modifica legislativa, la Camera del popolo dovrà comunque formalmente approvare la riforma.