Il dossier ritorna agli Stati: i "senatori" sostengono infatti la necessità del consenso del rappresentante legale per i giovani sotto i 16 anni. Il Nazionale, in prima lettura, non aveva fissato alcun limite d'età. Il progetto del Consiglio federale prevedeva invece il nullaosta per i giovani sotto i 18 anni, ossia per tutti i minorenni.
Oggi, in aula, una minoranza ha difeso la posizione del Consiglio degli Stati, un compromesso tra la visione del Nazionale e quella del Governo. Al voto, tuttavia, questa proposta è stata respinta per 93 voti a 81 e 11 astensioni grazie anche all'UDC, dopo che in una prima votazione il plenum aveva bocciato una proposta democentrista favorevole invece all'obbligo del consenso dei genitori o tutori per i minorenni.
Come ricordato dalla ministra di giustizia e polizia, Karin Keller-Sutter, questa divergenza rischia di far naufragare l'intero progetto, dal momento che la camera dei cantoni non sembra avere l'intenzione di fare un ulteriore passo verso il Nazionale. Da qui l'invito della consigliera federale PLR di privilegiare il compromesso dei "senatori" (consenso per i giovani d'età inferiore a 16 anni).
Si tratta, come ha argomentato Keller-Sutter, di una proposta mediana che ha anche una sua logica, giacché gli adolescenti che cambiano sesso ogni anno sono una manciata (meno di dieci), rispetto ai poco più di 200 casi registrati in media all'anno che coinvolgono perlopiù persone adulte. L'esponente sangallese in governo ha difeso in ogni caso la necessità di un consenso da parte di genitori o del rappresentante legale, appellandosi alla protezione particolare di cui necessitano i giovani.
Una maggioranza del plenum ha però preferito seguire la propria commissione preparatoria e ribadire quanto già deciso in prima lettura, ossia nessun consenso, appellandosi anche al fatto che potenziali conflitti famigliari possono far incancrenire la situazione e aggravare lo stato psichico delle persone interessate. Non è un caso che il tasso di suicidio tra i giovani transessuali sia alquanto elevato, hanno dichiarato diversi oratori.
La messa in guardia di Keller-Sutter sul rischio di un eventuale naufragio del progetto non è campata in aria, come dimostra il voto odierno dell'UDC, che ha preferito la versione del Consiglio federale al compromesso degli Stati.
Lo scorso giugno, la Camera dei Cantoni aveva approvato il progetto con 31 voti a 7, con l'UDC che avrebbe voluto rimanere al diritto attuale. Secondo i democentristi, il fatto di passare davanti a un giudice consente almeno ai parenti della persona interessata o al partner di esprimere la loro opinione.
Il progetto governativo prevede che transessuali e intersessuali possano cambiare più facilmente sesso e nome nel registro dello stato civile mediante una semplice dichiarazione. Non devono venir richiesti né un esame medico né il rispetto di altre condizioni preliminari. Attualmente è necessario far riconoscere il cambiamento di sesso da un giudice.
Se la persona interessata è sposata, il matrimonio rimane valido. Lo stesso discorso si applica alle unioni domestiche registrate e pure i rapporti di filiazione resteranno immutati.
Il disegno non mette in questione la struttura binaria del sesso (maschile/femminile): non introduce una terza categoria di genere. Attualmente il governo sta però valutando la possibilità di introdurla e sta redigendo in merito un rapporto in adempimento a due postulati approvati dal Parlamento.