Il commercio di specie protette è un traffico estremamente redditizio, ha affermato Benedikt Würth (PPD/SG) a nome della commissione. Genera un fatturato di 100 miliardi di franchi all'anno. Il progetto in discussione consentirà alla Svizzera di non diventare uno dei centri centro di questo traffico illegale.
La riveduta Legge federale sulla circolazione delle specie di fauna e di flora protette (LF-CITES) permetterà anche di applicare la convenzione internazionale in materia, di cui la Svizzera è Stato contraente dal 1975. Sono previste norme sull'importazione, il transito e l'esportazione di animali e piante rari.
In futuro, i casi gravi di commercio illegale di animali e piante protetti a livello internazionale diventeranno un crimine. Ciò sussisterà se l'autore agisce per mestiere, come membro di una banda o se è coinvolto un gran numero di esemplari. Inoltre, la fattispecie di base nelle violazioni della LF-CITES sarà ora considerata un delitto e non più una contravvenzione.
Vi è anche un nuovo obbligo di informazione per le persone che vendono specie a rischio: non possono più rimanere anonimi e devono fare chiarezza sugli esemplari offerti. Le modifiche proposte prevedono anche la possibilità di divieti temporanei di importazione.
Questo vale per animali e piante protetti a livello nazionale in un altro Paese e che sono dichiaratamente minacciate. Lo scopo è evitare che entrino nel commercio internazionale attraverso la Svizzera.
L'oggetto passa ora al vaglio del Consiglio nazionale.