(ats) I consumatori devono sapere se i prodotti vegetali e animali che consumano o acquistano sono ottenuti con metodi vietati in Svizzera. È quanto ritiene il Consiglio degli Stati che ha approvato, con 36 voti contro 6, una mozione della sua Commissione della scienza, dell'educazione e della cultura (CSEC-S). Il Nazionale deve ancora esprimersi.

Sul prodotto dovrà essere indicato il metodo di produzione e l'origine del prodotto, ha spiegato Matthias Michel (PLR/ZH) a nome della commissione. Queste dichiarazioni devono essere conformi al diritto internazionale.

Gli standard di qualità per la produzione alimentare in Svizzera sono elevati. I consumatori hanno il diritto di essere chiaramente informati sui prodotti provenienti dall'estero, ha aggiunto Maya Graf (Verdi/BL).

La mozione è superflua, perché il Consiglio federale è già attivo sulla questione, ha replicato Andrea Gmür (PPD/LU). Inoltre, ha affermato invano, Benedikt Würth (PPD/SG), ci sarebbe il problema di definire quali siano le condizioni di produzione accettate in Svizzera.

I "senatori" hanno invece respinto - con 37 voti contro 4 e una astensione - una mozione del Consiglio nazionale che chiedeva di specificare sull'etichetta il metodo di macellazione.

Qualora quest'ultima mozione fossa stata accolta, la dichiarazione sarebbe diventata obbligatoria sia per la produzione nazionale che per la carne importata. Per la maggioranza questo intervento si spinge troppo lontano; l'obiettivo sarebbe impossibile da raggiungere a causa della difficoltà di effettuare controlli specifici.