(ats) Dopo un lungo tira e molla il Consiglio nazionale alla fine ha ceduto: con 140 voti contro 46 ha approvato l'utilizzazione sistematica del numero AVS come identificatore personale nel quadro della legge sulla sicurezza delle informazioni allineandosi così agli Stati.

Questa era l'ultima divergenza rimasta fra i due rami del Parlamento. Gli Stati avevano sempre sostenuto - a larga maggioranza - che il numero AVS è il sistema migliore per un'identificazione senza errori delle persone, evitando ad esempio ambiguità in caso di omonimia.

Il Nazionale, temendo per la sicurezza dei dati, voleva un sistema alternativo. La decisione era però sempre stata presa con un voto risicato. Visti i rapporti di forza tra le due Camere e considerato il fatto che la stessa Camera del popolo martedì aveva detto "sì" a un altro progetto che prevede l'utilizzo del numero AVS quale identificatore universale, il relatore commissionale Pierre-Alain Fridez (PS/JU) ha invitato con successo il plenum ad eliminare l'ultima divergenza rimasta. Il dossier è così pronto per le votazioni finali.

La nuova legislazione è considerata necessaria per arginare i cyber-rischi. Lo scopo è di raggruppare tutte le norme relative alla sicurezza dell'informazione in una sola legge, eliminando lo sparpagliamento attuale. Le diverse prescrizioni sono infatti al momento organizzate per settore d'attività e non sono armonizzate tra di loro.