Si tratta di un aspetto centrale della normativa all'esame del Parlamento sul quale i "senatori", spalleggiati dal ministro delle finanze Ueli Maurer, non sembrano voler fare concessioni al Consiglio nazionale, espressosi invece per un termine di 8 anni in ragione "dell'aggravamento della situazione pandemica che renderà difficile, se non impossibile, la restituzione del denaro ricevuto nei tempi previsti dagli Stati".
Un ragionamento ripreso oggi da Christian Levrat (PS/FR) a nome della commissione. Il Friburghese ha ricordato che si tratta anche di fare un passo verso la Camera del popolo che ha accettato l'idea di non bloccare il tasso d'interesse allo 0% come previsto inizialmente, ma di lasciare al Consiglio federale la possibilità di adeguarlo a seconda dell'evoluzione del mercato.
Ruedi Noser (PLR/ZH), assieme a Maurer e ad altri oratori, come Martin Schmid (PLR/GR), ha replicato che le banche hanno partecipato al programma di fideiussioni solidali della Confederazione a condizioni precise, ossia un periodo di 5 anni, e che una modifica delle carte in tavola adesso non è corretta. Quando le aziende in difficoltà hanno firmato i contratti con le banche per una durata di cinque anni sapevano insomma ciò che stavano facendo.
Secondo il consigliere federale Maurer, un periodo più lungo di ammortamento avrebbe probabilmente trattenuto diversi istituti dal partecipare al programma e, forse, spinto un maggior numero di aziende ad annunciarsi per un sostegno finanziario.
Il ministro democentrista zurighese ha anche ricordato che le aziende che non dovessero riuscire ad ottemperare agli obblighi, ossia i casi di rigore, godranno pur sempre di un periodo di ulteriori cinque anni per ripagare il debito dopo che avranno negoziato un piano di ammortamento con le banche.
Una proroga dei termini, secondo il consigliere federale, non solo causerebbe un maggior dispendio di energie per le banche, ma potrebbe anche spingere le imprese interessate a ritardare i necessari adeguamenti interni per poter continuare ad operare e quindi ripagare il dovuto nei tempi stabiliti.
Il dossier ritorna al Consiglio nazionale per le divergenze.