Se la spesa supplementare di 680 milioni per i casi di rigore era già stata approvata senza contestazioni in prima lettura dalle due Camere, un'intesa non era ancora stata trovata sulla protezione dell'infanzia in Internet.
Nella sua versione, il Consiglio federale voleva destinare 1,13 milioni di franchi per questa voce del budget. La settimana scorsa il Consiglio nazionale aveva aumentato il credito di 870'000 franchi a 2 milioni, mentre il Consiglio degli Stati - su proposta di Marina Carobbio (PS/TI) - lunedì aveva portato il credito a 1,5 milioni.
Oggi la Camera dei cantoni si è allineata alla soluzione del Nazionale, ovvero un contributo di 2 milioni. L'obiettivo è di sostenere organizzazioni particolarmente impegnate nella prevenzione degli abusi sui minori perpetrati su Internet e sui social media. Due milioni sono comunque poca cosa se si pensa che il preventivo 2021 prevede uscite complessive per 80,7 miliardi di franchi.
Tecnologie nel settore dell'ambiente
Le tecnologie nel settore dell'ambiente dovrebbero poter contare su un milione supplementare, per un totale di 5 milioni di franchi. Con 21 voti contro 19, i "senatori" hanno seguito la soluzione di compromesso del Nazionale.
I fondi sono rimasti costanti negli ultimi 20 anni e i mezzi attuali non sono sufficienti per sostenere tutti i progetti presentati, avevano sostenuto gli oratori alla Camera del popolo.
Divergenze rimaste
Tra le divergenze rimaste, ve n'è una che riguarda l'aumento dei mezzi per la mobilità internazionale nel piano finanziario 2022-2024. Con 25 voti contro 17, i "senatori" hanno respinto la proposta del Nazionale di prevedere dei fondi per il futuro programma Erasmus+ al quale la Svizzera dovrebbe partecipare.
La maggioranza ha seguito il ministro delle finanze Ueli Maurer, il quale ha ritenuto prematuro questo aumento, visto che le modalità di partecipazione della Confederazione non sono ancora note.
Ricerca e politecnici
Un'altra divergenza tra i due rami del Parlamento riguarda i soldi da destinare nell'ambito del Messaggio per la promozione della formazione, della ricerca e dell'innovazione per gli anni dal 2021 al 2024. Le due Camere non si sono ancora accordate sulla dotazione definitiva, anche se una soluzione potrebbe essere trovata lunedì prossimo.
Quel giorno sarà possibile conoscere la somma esatta per i prossimi quattro anni e far figurare l'importo nel budget. I settori interessati sono quelli dei Politecnici federali, dell'innovazione e degli istituti di ricerca di importanza nazionale.
Il dossier ritorna quindi al Nazionale.